M5s e Lega pronti al dialogo sull’acqua pubblica (con uno sguardo alla Cdp)

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acqua pubblica

di Fabio Napoli

ROMA (Public Policy) – Gestione della risorsa idrica pubblica o privata? Questo il nodo principale che Lega e Movimento 5 stelle dovranno sciogliere nel corso dell’esame della pdl sull’acqua pubblica, che giovedì ha iniziato il suo iter nella commissione Ambiente della Camera. Al momento – a quanto si apprende – le due forze politiche di maggioranza sembrano d’accordo sui principi della pdl. La quadra dovrà essere trovata sul come rispettarli e Lega e Movimento 5 stelle sono già pronti a sedersi attorno ad un tavolo.

“Per noi – ha spiegato a Public Policy la relatrice e prima firmataria della pdl Federica Daga – le questioni irrinunciabili sono due: nessun profitto e acqua fuori dalle logiche di mercato”. Al momento la proposta M5s prevede che le infrastrutture del servizio idrico siano di proprietà degli enti locali e che la gestione e l’erogazione del servizio non possano essere separate e che possono essere affidate esclusivamente a enti di diritto pubblico. Ad oggi il privato – è il ragionamento dei 5 stelle – non ha portato i risultati sperati ma aumento delle bollette a fronte di scarsi investimenti.

“Sulla questione degli investimenti, nel testo della scorsa legislatura era previsto un intervento di Cassa depositi e prestiti. In questo testo manca perché stavamo cercando altre fonti di finanziamento – ha spiegato la relatrice – Ad ogni modo audiremo Cdp e le chiedermo di darci una mano. Non lo chiedo io come Daga ma lo chiedono tutti, a partire dai Comuni che per fare investimenti stanno chiedendo mutui alla Bei”.

Sulla opportunità di coinvolgere Cdp, al netto dell’opinione del diretto interessato, l’accordo sarebbe trasversale in tutta la commissione Ambiente. Per quanto riguarda la gestione pubblica della risorsa fonti della Lega fanno sapere di essere d’accordo con i principi. L’acqua è un bene fondamentale – è il ragionamento della Lega – ma la gestione deve poter garantire che non ci siano ricadute sulle tariffe per gli utenti, che siano garantiti investimenti e snellimento delle procedure. Sul punto la Lega, che non presenterà una sua proposta di legge, è disponibile a ragionare con i 5 stelle per trovare una soluzione.

Sulla questione della gestione pesa anche quanto scritto nero su bianco nella Nota di aggiornamento al Def, che ha stimato un incasso di 10 miliardi nel biennio 2019-2020 dalle privatizzazioni. Sulla questione – a quanto si apprende – la maggioranza dovrà interloquire con il Mef affinché venga assicurato che le privatizzazioni non riguarderanno il servizio idrico integrato. (Public Policy)

@Naffete