Stavolta la ‘manina’ è un ‘errore’: il dl Fiscale verrà modificato

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di Sonia Ricci

ROMA (Public Policy) – Per una “dimenticanza” rimane nel testo del decreto Fiscale il riferimento ai capitali esteri, sia per la rottamazione che per il condono. Fonti del ministero dell’Economia assicurano, però, che le parti del del testo sulla pace fiscale e i processi verbali di constatazione verranno modificati in Parlamento.

La cosa non è piaciuta per nulla al vicepremier e capo politico M5s, Luigi Di Maio, che su Facebook, citando il lancio di Public Policy, si è detto ‘contrariato’ (“e poi dicono che non mi devo incazzare”) promettendo modifiche in Parlamento.

Per quanto riguarda la pace fiscale, il testo così come formulato non riporta esplicitamente un richiamo ai patrimoni esteri (come invece c’era nella versione originaria), ma in ogni caso lascia spazio a interpretazioni. E così parte del condono potrebbe valere anche per l’Ivafe e l’Ivie, le imposte previste per le attività fuori dal confine italiano. Secondo fonti Mef, infatti, il riferimento alle due imposte rimane sull’adesione ai processi verbali di costatazione rimane all’articolo 1 del testo.

Ma c’è di più, nella relazione illustrativa che accompagna il collegato alla manovra la vecchia norma – riferita all’articolo 9 – è rimasta così com’era, richiamando esplicitamente lo scudo estero. Nel documento, visionato da Public Policy, si legge che il condono con tetto a 100mila euro (o 30% dell’imponibile dichiarato) si applica anche “all’imposta sul valore delle attività finanziarie all’estero“.

In questo caso, dal Governo non parlano di una nuova “manina che avrebbe modificato il testo, nonostante il secondo Consiglio dei ministri che lo ha corretto, ma di un errore di drafting. O meglio, “una dimenticanza degli uffici” che – assicurano – “sarà corretta” già nel passaggio al Senato. (Public Policy)

@ricci_sonia