I 5 stelle e la Procura Ue: più tempo e più poteri al Governo

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ROMA (Public Policy) – Più poteri al Governo nella scelta dei procuratori europei italiani e più tempo, nove mesi anziché sei, per varare i dlgs attuativi del regolamento Ue 1939 del 2017 inerente la Procura europea. Lo prevede – in sintesi – un emendamento M5s, a prima firma Sergio Battelli, approvato all’articolo 4 del ddl di delegazione europea, in aula alla Camera (la scheda completa sul ddl: in abbonamento – news.publicpolicy.it).

L’emendamento aggiunge un criterio di delega per prevedere l’individuazione dell’autorità competente a designare i tre candidati al posto di procuratore europeo nonché i criteri e le modalità di selezione che regolano la designazione e il relativo procedimento. Fino alla piena attuazione di questo principo l’autorità compotente sarà il ministro della Giustizia che – si legge – “provvede alla designazione nell’ambito di un elenco di nove candidati proposto dal Consiglio superiore della magistratura. A tali fini il Consiglio superiore della magistratura – continua l’emendamento approvato – procede alla selezione dei candidati sulla base di criteri stabiliti d’intesa con il ministro della Giustizia”.

Allo stesso modo dovrà essere una autorità competente a concludere l’accordo con il procuratore capo europeo diretto ad individuare il numero dei procuratori europei delegati nonché la ripartizione funzionale e territoriale delle competenze tra gli stessi; e a designare i candidati al posto di procuratore europeo delegato ai fini della nomina da parte del collegio su proposta del procuratore capo europeo, nonché i criteri e le modalità di selezione che regolano la designazione.

Eliminato inoltre il criterio di delega per modificare la disciplina del procedimento disciplinare dei magistrati in modo che siano inibiti alle autorità disciplinari la rimozione dall’incarico di un procuratore europeo delegato o l’adozione di provvedimenti disciplinari nei suoi confronti per motivi connessi alle responsabilità che gli derivano dal regolamento Ue 1939 senza il consenso del procuratore capo europeo. Dunque un procuratore europeo italiano potrà essere rimosso dall’autorità disciplinare. (Public Policy) NAF