Difesa, budget di 21,5 miliardi fino al 2033: dai droni ai satelliti

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ROMA (Public Policy) – Una dotazione di investimenti complessiva per la Difesa pari a 21,5 miliardi, dal 2017 al 2033, a valere sul Fondo del ministero per l’Economia, per gli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese, istituito con la manovra 2017. È lo stanziamento riportato in un documento presentato dal capo dell’Ufficio generale pianificazione, programmazione e bilancio dello Stato maggiore della difesa, Guglielmo Luigi Miglietta, in audizione alla commissione Difesa della Camera.

Le risorse destiante alle Forze armate a valere sul Fondo sono state individuate, per 12,2 miliardi, con un primo stanziamento previsto all’istituzione del fondo stesso con la legge di Bilancio 2017 (art. 1, comma 140). Un’assegnazione, tuttavia, rispetto alla quale lo Stato maggiore ha nei mesi scorsi rilevato “criticità”, soprattutto in relazione alla disponibilità di gran parte degli importi solo a partire dal 2027, e quindi alla difficoltà di portare avanti programmi ritenuti strategici. Da quella stessa ripartizione vanno esclusi, riporta la Difesa, 545 milioni inizialmente destinati al programma missilistico anti-aereo CAMM-ER, ora sospeso.

Ulteriori 9,3 miliardi sono stati stanziati con la manovra 2018. È l’importo che il ministero della Difesa è riuscito a ottenere dal Mef, dopo aver inizialmente proposto un budget per la spesa militare di 16 miliardi, e che è gestito con il dpcm in esame alla Camera. Di queste risorse, 3,5 saranno destinati al ministero dello Sviluppo economico per i programmi industriali legati alla difesa.

Lo Stato maggiore, durante l’audizione ha comunque espresso soddisfazione per il miglioramento della distribuzione cronologica del budget, che compensa lo schema previsto per le risorse stanziate nel 2017. Per il solo triennio 2019-21, secondo quanto emerge da una slide della presentazione, le risorse disponibili ammontano a 2,05 miliardi.

Passando a esaminare le aree di finanziamento della dotazione finanziaria di 9,3 miliardi prevista dal dpcm, dal documento della Difesa emerge che 389,8 milioni sono destinati alla difesa del suolo, al dissesto idreogeologico, al risanamento ambientale e bonifiche; 524,5 milioni a digitalizzazione (in particolare della Pa e sanità militare) e cyberdefence; 10 milioni per il biennio 2018-19 per ricerca tecnogica, in particolare su rilevamento droni, cyber, medicale, energia e spazio; circa 1,7 miliardi all’ammodernamento dell’edilizia della Difesa.

Circa 901,3 milioni sono poi destinati al potenziamento infrastrutture e mezzi per ordine pubblico, sicurezza e soccorso. In particolare, come riferito da Miglietta durante l’audizione, questa voce di spesa riguarderà il rafforzamento della mobilità dei carabinieri, con velivoli tattici ad alta tecnologia e veicoli per la sicurezza e controllo dei territorio; l’ammodernamento dei mezzi tattici dell’esercito; l’ammoderanmento del parco dei veicoli antincendio, e di supporto all’Aeronautica militare.

 Per quanto riguarda il budget relativo a specifiche attività industriali e alla tecnologia per la difesa, la relazione della Difesa riporta i principali piani di intervento: sviluppo e acquisizione di 10 aerei senza pilota di nuova generazione entro il 2026 (dotazione di 314 milioni); acquisizione di 4 elicotteri CH-47 ER ad autonomia estesa per il supporto alle forze speciali; l’acquisizione di una unità navale ausiliaria per soccorso e supporto sommergibili; l’ammodernamento di radar per il traffico aereo nelle basi dell’aeronautica; il potenziamento dei sistemi di autodifesa per gli aerei militari. Una parte della dotazione è poi riservata all’avvio di tre nuovi programmi: l’ammodernamento del carro armato Ariete, mai aggiornato dalla sua introduzione nel 1995; l’acquisizione di mezzi e materiali per la sicurezza in caso di calamità; infine l’aggiornamento dei sistemi Ngiff, di identificazione radar di soggetti ostili.

Le risorse afferenti al Mise per tecnologie militari, sono, come detto, pari a 3,5 miliardi, e destinate a programmi già in corso (circa 2,2 miliardi), o di cui è previsto l’avvio (1,3 miliardi). Tra questi ultimi Miglietta ha segnalato l’inizio dello sviluppo del nuovo missile superficie-supericieTeseo MK2E destinato alla marina militare (in sostituzione della prima versione non più utilizzabile dal 2020); lo sviluppo dei nuovi sommergibili U212; la fase 4 del programma Sicote (Sistema controllo del territorio) dei carabinieri; il lancio degli ultimi due satelliti del sistema Cosmo Skymed.

L’avvio di tutti i nuovi progetti, ha ricordato Miglietta, è comuqnue vincolato a parere e approvazione parlamentare.  (Public Policy) LEP