Dalla ‘pace’ alle banche: il dl Fisco, dopo il primo round

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di Sonia Ricci

ROMA (Public Policy) – Arriva la sanatoria per gli “errori formali” della dichiarazione dei redditi e, contestualmente, la cancellazione del condono fiscale. Mentre per le liti tra l’Agenzia delle entrate e i contribuenti, soprattutto quelle in Cassazione, arriva un ‘maxi’ sconto per ridurre al minimo i contenziosi in corso. Vengono rinviate a fine settembre le sanzioni per chi non adempie all’obbligo di fatturazione elettronica (scatta il 1° gennaio 2019) e vengono esclusi dalla e-fattura medici, farmacisti, piccole partite Iva con regime forfettario e le società sportive dilettantistiche. E poi ritocco alla riforma delle Bcc, un anno in più per la trasformazione in Spa delle banche popolari (come Sondrio e Bari), riduzione delle tasse per le sigarette elettroniche, bonus bebè anche per il 2019 e ‘salva’ vendita delle abitazioni di edilizia agevolata.

Sono molte le novità approvate al Senato durante l’esame del dl Fiscale, ma allo stesso tempo durante l’iter in commissione Finanze (e poi in aula) non sono state risolte alcune questioni. Sarà probabilmente affrontato in manovra il tema della ‘tassa sugli ombrelloni’, cioè del ricalcolo del perimetro per l’applicazione di Imu e Tasi per gli stabilimenti balneari. Gli emendamenti presentati, anche se avevano incontrato l’ok del Governo, sono stati ritirati o bocciati per problemi di copertura finanziaria.

Anche un altro tema che ha tenuto banco in commissione, ossia l’entrata in vigore della Bolkestein, potrebbe essere discusso con il ddl Bilancio o al massimo con il prossimo Milleproroghe. All’ultimo, poi, è saltata la rottamazione per le cartelle dei tributi locali, come Imu, Tari e multe. Anche su questo c’era il parere favorevole della maggioranza, ma la modifica non è andata in porto. Tra le cose “non fatte” al Senato c’è il tema delle concessioni autostradali: il relatore Emiliano Fenu (M5s), all’ultimo, ha ritirato l’emendamento che introduceva una periodo ‘ponte’ per il rinnovo delle concessioni, ma che è stato giudicato negativamente dall’Agenzia delle entrate.

Vediamo nel dettaglio le novità del testo che ora passa alla Camera.

PACE FISCALE

Per quanto riguarda la pace fiscale, le novità più grandi sono tre: lo stop al condono (il Governo ha deciso di cancellare la dichiarazione integrativa ‘speciale’), il maxi-sconto per le liti e l’introduzione della sanatoria per gli errori formali. Da quest’ultima si dovrebbe recuperare circa un miliardo di euro. In questo caso la ‘pace’ con il fisco sarà possibile con il pagamento di 200 euro per ogni anno di imposta violato (ma non vale per le risorse detenute all’estero). Per le liti pendenti, invece, gli sconti diventano più alti. Con il ritocco si alzano, infatti, gli sconti per chi aderisce alla chiusura dei contenziosi con il fisco: per chi vince in primo grado la lite sarà cancellata versando il 40% (la norma ora prevede il 50%) del valore della lite, senza sanzioni e interessi, in unica soluzione o rateizzando l’importo fino a 5 anni: lo sconto quindi sale al 60%. Chi invece vince in secondo grado e attende la Cassazione dovrà versare il 15% e non più il 20% come prevede ora il decreto fiscale. Per il ricorso al primo grado ci sarà uno sconto del 10%.

In caso di doppia vittoria, ovvero doppia conforme, il contribuente beneficerà del super-sconto del 95% versando solo il 5% dell’atto impugnato. Inoltre anche chi è in attesa di giudizio – ovvero nel caso di ricorso pendente – potrà valutare di rinunciare a monte al contenzioso pagando il 90% di quanto richiesto e beneficiando quindi di un nuovo sconto del 10% senza pagare sanzioni e interessi.

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@ricci_sonia