La proposta sulla pesca è cambiata ancora: tutte le novità

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ROMA (Public Policy) – Dall’istituzione di fondi ad hoc per lo sviluppo della filiera ittica e la cassa integrazione salariale (che diventa, però, sperimentale) a forme di semplificazione sulla licenza di pesca. Passando, anche, da nuove norme in materia di vendita diretta e pesca del tonno rosso, info ai consumatori ed etichettatura dei prodotti e ricerca scientifica.

La scorsa settimana in commissione Agricoltura alla Camera sono stati approvati numerosi emendamenti al testo unificato per il settore ittico e la pesca professionale, adottato ad inizio anno dalla commissione partendo da tre pdl presentate da Giuseppe L’Abbate (M5s), ora sottosegratrio al Mipaaf, Camillo D’Alessandro (Pd) e Lorenzo Viviani (Lega). Il relatore della pdl è Filippo Gallinella (M5s), che è anche il presidente della commissione.

Numerose modifiche hanno riguardato, dunque, il testo base predisposto dal comitato ristretto, nominato lo scorso giugno. Vediamo, dunque, cosa prevede il nuovo testo, alla luce degli emendamenti approvati in XIII commissione.

SOSTEGNO PESCA

L’obiettivo del progetto legislativo resta, in ogni caso, quello di “incentivare una gestione razionale e sostenibile e l’incremento delle risorse ittiche, sostenere le attività della pesca marittima professionale e dell’acquacoltura” e “assicurare un efficace sistema di relazioni tra lo Stato e le regioni”, per “garantire la piena coesione delle politiche in materia di pesca e di acquacoltura”.

Tra le modifiche approvate in commissione, in materia di deleghe al Governo per l’adozione di un nuovo testo unico sull’argomento, sono stati introdotti nuovi criteri, tra cui la semplificazione amministrativa e l’agevolazione all’accesso ai finanziamenti per il settore, oltre all’incentivazione dell’occupazione femminile.

CASSA INTEGRAZIONE LAVORATORI SPERIMENTALE

“Sostenere il reddito dei lavoratori in tutti i casi di sospensione dell’attività di pesca derivante da misure di arresto temporaneo o all’indisponibilità per malattia del comandante o di altri membri d’equipaggio” e “garantire stabilità occupazionale per tutti i casi di sospensione dell’attività connessi ad interventi straordinari di manutenzione, ammodernamento e messa in sicurezza del peschereccio, fenomeni di inquinamento ambientale” o “crisi strutturali di mercato, ristrutturazioni aziendali, cessazione dell’attività ed ogni altra causa, organizzativa o ambientale, non imputabile al datore di lavoro”: sono queste le finalità cui saranno destinati, per un periodo sperimentale di tre anni (da luglio 2020) 30 milioni di euro all’anno, con l’istituzione del “Fondo pesca Cisoa”. La novità rispetto al testo base, dunque, é che la misura diventa ora sperimentale e non più strutturale, (e che inizia dal mese di luglio 2020 e non dal 2021).

I termini e le modalità di attuazione della cassa integrazione specifica per i lavoratori del settore della pesca, sono rinviati ad un dm del Mipaaf, da adottare di concerto con Mef e Lavoro.

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IAC