Reati agroalimentari, come cambia il ddl dopo il voto

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ROMA (Public Policy) – Includere anche gli operatori del settore farmaceutico nel reato di omesso ritiro di alimenti, medicinali o acque pericolose e specificare che il reato di commercio di alimenti con segni mendaci è basato sull’induzione in errore del consumatore. Sono poche le modifiche apportate in commissione Giustizia alla Camera al ddl sui reati agroalimentari.

La scorsa settimana la II commissione a Montecitorio ha votato le proposte emendative presentate dai gruppi parlamentari, apportando qualche lieve modifica al testo del ddl presentato dal Governo ed incardinato in commissione circa 6 mesi fa.

Dopo il voto degli emendamenti in Giustizia, dunque, il nuovo testo, comprensivo delle modifiche, è stato inviato alle commissioni Affari costituzionali, Esteri, Bilancio, Attività produttive, Affari sociali, Agricoltura, Politiche Ue e Questioni regionali per acquisirne il parere, prima di poter approdare in aula.

Vediamo il contenuto del ddl, anche alla luce delle modifiche apportate durante l’iter emendativo (relatrice è Elisa Scutellà, M5s):

DELITTI CONTRO LA SALUTE PUBBLICA

In primis il ddl finalizza le ipotesi delittuose del Titolo VI del libro II del Codice penale non solo alla tutela dell’incolumità pubblica, ma anche a quella della salute pubblica, con la distinzione tra fattispecie di comune pericolo che attentano alla prima o alla seconda. Alla salute pubblica, in particolare, sono ricondotte le fattispecie che attentano alla sicurezza delle acque, degli alimenti e dei medicinali.

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IAC