Resocónto – Delitto e castigo

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di Gaetano Veninata

ROMA (Public Policy) – Influenzato dalla surreale e triste vicenda Bicocca vs Dostoevskij, e dalla contemporanea scelta europea di oscurare i media filogovernativi russi, ero quasi tentato di abbandonare il Resocónto al suo destino e censurare (sì, censurare) i nostri cari eletti, o almeno alcuni di loro, ed evitare a me stesso e ai miei pochi lettori di leggere le parole di chi abbiamo contribuito a mandare in Parlamento nell’ormai lontano 2018.

Poi mi sono detto che no, ce li meritiamo tutti.

Andrea Cangini (Forza Italia): Signor presidente, signor presidente del Consiglio, illustri membri del Governo, colleghi senatori, confesso con sincero imbarazzo di avere avvertito in tempi decisamente lontani un certo fascino per la figura di Vladimir Putin. […] Nulla di razionale evidentemente, essendo io ancorato culturalmente e politicamente ai valori di libertà e di democrazia dell’Occidente. Credo sia stato un sentimento, una cosa irrazionale, un moto dello spirito dovuto al bisogno istintivo di compensare il senso di frustrazione cui assistevo e assisto di fronte all’impotenza della politica occidentale.

Stefano Candiani (Lega): Signor presidente, mi consenta di far notare la differenza tra questi profughi (donne e bambini che lasciano i loro mariti a combattere per difendere il proprio Paese) e quelli che purtroppo ci eravamo abituati a veder arrivare dall’Africa con gli scafisti. Questa è una situazione di guerra, ancorché a migliaia di chilometri dai nostri confini. Questi profughi arriveranno e li accoglieremo come si fa nei confronti di coloro che scappano dalle zone di guerra.

Michaela Biancofiore (Coraggio Italia): Forse dovremmo prendere in considerazione anche il ripristino di una più moderna leva militare maschile e femminile, perché non si può dare per scontato, come stiamo vedendo in Ucraina, che non ci si trovi a combattere una guerra in futuro dove anche i civili debbano sapersi difendere.

Fabio Rampelli (Fratelli d’Italia): Quella dei missili Nato in Ucraina è una favola insopportabile. Del resto, per bombardare Mosca basterebbero i missili a lunga gittata lanciati dal mar Baltico; non serve metterli nel Donbass.

Federico Mollicone (Fratelli d’Italia): Noi siamo con l’Ucraina, senza se e senza ma, con i patrioti ucraini – e ci preme sottolineare la preoccupazione per i patrimoni culturali della Nazione Ucraina, come la Casa delle Chimere o la basilica di Santa Sofia del 1038 -, ma questo non toglie che la cultura debba essere libera e la circolazione delle idee debba continuare ad essere garantita. Nessuno pensi di censurarla! Non possiamo confonderci con gli autoritarismi e con i dittatori! Gli autori russi come Dostoevskij, come Solženicyn, come Gogol’, sono stati alfieri della libertà contro la schiavitù, la corruzione, i totalitarismi! (Public Policy)

@VillaTelesio

(foto: “Delitto e castigo”, sceneggiato Rai del 1963)