Resocónto – Ritorni e ritiri

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di Gaetano Veninata

ROMA (Public Policy) – “Colleghi, l’Occidente ha un senso? E ancora, che cos’è l’Occidente?”: sono le domande che ti spiazzano, quelle che non ti aspetti al ritorno dalle ferie, ai primi di settembre, quando ancora a Roma fa caldo e no, non hai molta voglia di ascoltare Pier Ferdinando Casini.

E nemmeno – ma forse non si tratta del ritorno dalle ferie ma di un sentimento costante – le parole di Matteo Renzi: “Pensavate forse che fosse possibile intervenire con uno scambio di note diplomatiche, dopo che quelli avevano buttato giù le torri gemelle, colpito il Pentagono e cercato di colpire la Casa bianca? È evidente che la reazione militare dovesse essere la reazione. Gli americani la guerra l’hanno vinta e a chi ancora oggi sui giornali italiani qualche ora fa scriveva che Osama Bin Laden è il vero vincitore di questa guerra dei vent’anni, vogliamo ribadire, con molta umiltà, da dove festeggia Osama Bin Laden la sua presunta vittoria? Dal fondo del mare dov’è sepolto, dopo che militari americani dieci anni fa lo hanno giustiziato come era doveroso fare“. Amen.

E Ignazio La Russa che dice dell’Afghanistan? “Per anni anche l’Italia, non dopo una certa data, ha creduto che i nostri soldati fossero lì a distribuire acqua minerale. Non era così: eravamo lì per contrastare la ferocia dei talebani ed è stato fatto con un grave sacrificio umano”. Prima di spegnere tutto, chiudere gli occhi, non pensare, ascolto una frase del leghista Raffaele Volpi: “A me gli elicotteri che partono da sopra le ambasciate non piacciono”. (Public Policy)

@VillaTelesio