Revenge porn e Codice rosso: il ddl dopo l’ok definitivo

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femminicidio

di Sonia Ricci

ROMA (Public Policy) – Introduzione del reato di sfegio, ‘codice rosso’ per le donne che denunciano casi di violenza, carcere fino a 6 anni per chi diffonde video o immagini private a sfondo sessuale (il cosiddetto revenge porn) e per coloro che violano la misura cautelare dell’allontanamento. Sono alcune delle norme contenute nel disegno di legge Codice rosso a cui l’assemblea del Senato ha dato il via libera definitivo. Il testo, per diventare legge, attende la pubblicazione in Gazzetta ufficiale.

Tra le questioni rimaste aperte (e non risolte con il provvedimento) c’è la castrazione chimica: durante il passaggio a Montecitorio la Lega ha presentato un emendamento in aula, successivamente ritirato, che ha creato diversi problemi con l’alleato di Governo. La proposta, infatti, non ha trovato il consenso del Movimento 5 stelle.

Vediamo nel dettaglio le novità che introduce il ddl governativo.

CODICE ROSSO

In caso di notizie di reato relative a delitti di violenza domestica e di genere la polizia giudiziaria riferisce immediatamente al pubblico ministero, anche in forma orale; alla comunicazione orale seguirà senza ritardo quella scritta.

Entro 3 giorni il Pm dovrà assumere informazioni dalla persona offesa. Subito dopo la polizia giudiziaria procede senza ritardo al compimento degli atti di indagine e pone, sempre senza ritardo, a disposizione del Pm la documentazione delle attività svolte.

CORSI FORMAZIONE OPERATORI POLIZIA

Prevista l’attivazione di specifici corsi di formazione per il personale della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia penitenziaria che esercita funzioni di prevenzione e perseguimento dei reati di violenza domestica e di genere, o che interviene nel trattamento penitenziario delle persone condannate per gli stessi reati.

REATO PER SFEGIO

Arriva il nuovo reato di deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso. La nuova fattispecie prevede che “chiunque cagiona ad alcuno lesione personale dalla quale derivano la deformazione o lo sfregio permanente del viso è punito con la reclusione da otto a quattordici anni”.

Prevista l’interdizione perpetua da qualsiasi ufficio attinente alla tutela, alla curatela ed all’amministrazione di sostegno in caso di condanna o patteggiamento. Il reato è stato inserito tra le aggravanti in caso di lesioni personali, omicidio e omicidio preterintenzionale. Le persone condannate, inoltre, potranno accedere ai benefici carcerari solo dopo un accertamento della pericolosità sociale.

REVENGE PORN

Dopo un lungo dibattito maggioranza e opposizione hanno trovato un’intesa sul cosiddetto ‘revenge porn’. E’ stato quindi approvato un emendamento per contrastare la diffusione di video o immagini di organi sessuali o a sfondo sessuale esplicito. Chi diffonde questi contenuti privati potrà essere punito con la reclusione da uno a sei anni e la multa da 5mila a 15mila euro. La stessa pena si applica a chi, avendo ricevuto o comunque acquisito le immagini o il video li invia, consegna, cede, pubblica o diffonde senza il consenso delle persone rappresentate al fine di recare loro nocumento.

Lo stesso emendamento bipartisan ha previsto che la pena aumenti se il reato è commesso dal coniuge, anche separato o divorziato, o da una persona è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa . La pena viene poi aumentata da un terzo alla metà se i fatti sono commessi in danno di persona in condizione di inferiorità fisica o psichica o in danno di una donna in stato di gravidanza.

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@ricci_sonia