I rischi per banche e Poste nella rt del dlgs Assicurazioni

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ROMA (Public Policy) – La tenuta del nuovo organismo per la registrazione degli intermediari assicurativi e riassicurativi, che sarà affidata all’Ivass, verrà finanziata tramite una quota del contributo di vigilanza che spetta ogni anno agli intermediari iscritti al Rui e da cui oggi si ricavano annualmente circa 6,4 milioni di euro.

È quanto si legge nella relazione tecnica del dlgs Assicurazioni, varato dal Governo lo scorso 8 febbraio e che dovrà ora incassare i pareri parlamentari (è all’esame della commissione Industria del Senato).

“Nelle more della definizione degli aspetti organizzativi e di funzionamento dell’istituendo organismo – si legge nella rt – la tenuta del Rui sarebbe gestita presso l’Organismo da un numero di risorse pari a quelle che oggi se ne occupano in Ivass e con lo stesso applicativo aggiornato. In questo caso i costi aggiuntivi (comprensivi anche degli oneri indiretti – affitto, utenze, arredi e varie ed ipotizzando esclusivamente di utilizzare personale di nuova assunzione) potrebbero ammontare a 1,150 milioni di euro (+17% i dell’aliquota contributiva)”.

In questa ipotesi, sottolinea la rt, la misura contributiva annua potrebbe crescere di 4 euro per i 5.855 della sezione C, ovvero produttori diretti che esercitano l’intermediazione assicurativa, per cui la quota annua salirebbe a 22 euro; di 8 euro per le 23.831 persone fisiche delle sezione A e B, ovvero gli agenti di assicurazione e i broker, la cui quota salirebbe a 55 euro; di 46 euro per le persone giuridiche delle sezioni A e B, quindi sempre agenti e broker, la cui quota salirebbe a 316 euro; e in un range tra 200 e 1.300 euro per i 523 iscritti nella sezione D, ovvero banche, Poste Italiane, Sim, che già oggi pagano un contributo annuo di vigilanza che oscilla tra i 2,350 euro e i 9.600 euro annui (per la raccolta di premi oltre 1 miliardo). (Public Policy) VIC