Sisma, bozza: cosa prevede il “Codice della ricostruzione”

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di Giordano Locchi

ROMA (Public Policy) – Il nuovo “Codice della ricostruzione” dovrà “definire un quadro normativo uniforme finalizzato al coordinamento delle procedure e delle attività di ricostruzione e di ripresa economica nei territori colpiti da eventi sismici, ferme restando le competenze e le attività attribuite al Servizio nazionale della protezione civile”. È lo scopo delineato dalla bozza di ddl delega, di cui Public Policy ha preso visione, per l’adozione di una specifico decreto legislativo, approvato nell’ultimo Cdm. La bozza fissa i necessari principi e criteri direttivi per il dlgs che dovrà contenere il futuro Codice della ricostruzione. Gli interventi riguardano: “L’adeguamento o il miglioramento sismico degli immobili e delle infrastrutture distrutti o danneggiati, la messa in sicurezza dei territori tramite interventi di mitigazione del rischio”, e “la ripresa economica, sociale e culturale nei territori colpiti”.

La prima preoccupazione è quella di garantire “l’esercizio coordinato delle attività fra i diversi livelli di governo” nelle ricostruzione dei territori colpiti da eventi sismici, intervenendo sulle funzioni di Stato, regioni, province autonome, comuni e unioni dei comuni, città metropolitane e enti di area vasta, “differenziando le responsabilità, i compiti e i poteri”. Lo schema di ddl parla di un “modello nazionale multilivello che opera a livello centrale, regionale e locale”.

STRUTTURA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO

Le funzioni di indirizzo, coordinamento, programmazione, gestione, finanziamento e monitoraggio degli interventi di ricostruzione sono da attribuire alla presidenza del Consiglio, che le esercita attraverso un’apposita struttura, nella quale dovrà confluire Casa Italia, “anche per assicurare l’unitaria rappresentanza nazionale in materia presso l’Unione europea e gli organismi internazionali nonché per coordinare l’esercizio delle funzioni attribuite ai soggetti istituzionali competenti per le attività di ricostruzione”. Alla struttura potranno essere destinate 50 unità di personale già assunto dal ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili e individuato tra quello in servizio presso i due Uffici speciali per la ricostruzione relativi al sisma del 2009, Usra per L’Aquila e Usrc per i comuni del cratere sismico, e, a domanda, presso le province interessate dal sisma 2009; e anche 20 unità di personale con rapporto di lavoro a tempo determinato in servizio presso gli Uffici speciali per la ricostruzione e presso gli enti locali dei i crateri del sisma del 2002, del sisma del 2009, del sisma del 2012 e del sisma del 2016.

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@Locchiaperti