Resocónto – Piccoli elettori

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di Gaetano Veninata

ROMA (Public Policy) – Ci siamo, si avvicina il giorno in cui i nostri eletti dovranno scegliere il prossimo presidente della Repubblica, il garante della Costituzione.

I nostri eletti, come Pino Cabras, che già conosciamo, alternativo. Mai domo.

“Il Governo italiano ha scelto le misure più draconiane al mondo dopo il Turkmenistan“; “Sbagliare è umano, perseverare è draghiano”; “Il ministro Speranza, il re della Tachipirina e della vigile attesa, si dimetta”; “Hanno trasformato un sistema sociale in un calendario zootecnico, scandito da dosi su dosi su dosi, senza più riguardo al principio di precauzione e senza più alcuna attenzione a contemperare diritti e interessi reali di masse di cittadini trascinate nella Pfizercrazia“.

O come la sfortunata senatrice M5s Maria Laura Mantovani, vittima di un incidente hot avvenuto – alla presenza del premio Nobel Giorgio Parisi – nel corso di un convegno da lei organizzato al Senato: “Con l’aumento dei contagi abbiamo deciso che fosse solo online. Io ero fisicamente a Palazzo Giustiniani, gli altri relatori tutti collegati via Zoom. Dopo mezz’ora dall’inizio, alle 15.30 circa, alcune persone, entrate nella riunione con nomi probabilmente fasulli, hanno condiviso lo schermo. E per meno di un minuto si sono viste scene di sesso tra un uomo e una donna in forma stilizzata e senza i volti, probabilmente era un manga o un cartone animato. Le persone sono state subito espulse dalla riunione e ho avvertito le forze dell’ordine che erano al Senato e i tecnici. Domani farò denuncia alla polizia postale”.

O come Stachánov-Moretto (nel senso di Sara, capogruppo di Italia viva in commissione Attività produttive alla Camera), che commenta un selfie su Twitter: “Faccia sconvolta dopo 3 ore e mezza di lavoro al pc però due interrogazioni sul turismo e scaletta per il podcast di Radio Leopolda pronte”.

O come, infine (ma solo per ragioni di spazio), il deputato di Forza Italia Francesco “Ciccio” Cannizzaro, che non ha dubbi – e ci mancherebbe – su chi dovrebbe essere il prossimo capo dello Stato: “Berlusconi sarebbe di certo un presidente vicino al popolo, e non – come a volte è accaduto – un freddo gestore di equilibri ricoperto da quell’aura di inarrivabile potente mondiale lontano dal sentire comune […] Ritengo sia quella personalità che meglio riesce ad incarnare l’indispensabile conciliazione tra forze settentrionali e meridionali di cui il Paese ha vitale necessità“.

Paura, eh? (Public Policy)

@VillaTelesio