di David Allegranti
ROMA (Public Policy) – Roberto Vannacci lascia la Lega. Il generale in pensione, europarlamentare eletto con il partito di Matteo Salvini, di cui è o meglio è stato vicesegretario federale, sa come attirare l’attenzione, nel giorno di un Consiglio federale della Lega sul pacchetto sicurezza.
L’addio non giunge inaspettato, dopo settimane di preparazione. Considerato una “anomalia” da Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, avrebbe comunque rischiato l’espulsione. D’altronde le motivazioni non sarebbero mancate. Specie dopo la creazione del nuovo partito, “Futuro Nazionale”. Anziché ringraziare Salvini per lo spazio ottenuto Vannacci, come ricompensa, ha iniziato a spaccare la Lega, finendo per depositare il logo di FN con la scritta “Vannacci” e un’ala tricolore in bella evidenza.
Vannacci aveva assicurato: è solo un simbolo, ma in questi mesi di “simboli” ce ne sono stati parecchi, tra la nascita dell’associazione “Il mondo al contrario”, il cui portavoce è Massimiliano Simoni, fin qui assistente parlamentare di Vannacci e da qualche mese consigliere regionale in Toscana, peraltro unico eletto con la Lega, i “team Vannacci” – che pure, aveva ribadito Salvini a ottobre, “non possono diventare un soggetto politico alternativo alla Lega” – e dunque con il nuovo, Centro Studi “Rinascimento Nazionale”. Vannacci ha trasformato i lettori in elettori, ma il seggio era della Lega.
Ora che cosa farà il generale in pensione? Con chi si alleerà? Con CasaPound per la battaglia sulla cosiddetta “remigrazione”? (Public Policy)
@davidallegranti
(foto: profilo Facebook di Roberto Vannacci)





