Ucraina, prestito Ue da 90 miliardi: chi vince e chi perde

0

di Fabio Napoli

BRUXELLES (Public Policy Europe) – L’Ucraina avrà i suoi 90 miliardi per i prossimi due anni, ma invece che essere pagati dalla Russia saranno pagati dall’Unione europea. Le risorse arriveranno grazie ad un debito comune emesso sulla base del bilancio europeo corrente, senza le garanzie di Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca. Non ci sarà nessun prestito ponte perché l’Ue in questo modo fornirà l’intero ammontare che era stato preventivato.

Il Consiglio europeo ha dato mandato alla Commissione di proseguire il lavoro sul prestito di riparazione basato sugli asset russi, ma non c’è nessuna certezza che questa soluzione si materializzi. In ogni caso, gli asset russi immobilizzati rimarranno bloccati fino al termine della guerra e fino a quando Mosca non avrà ripagato i danni di guerra, come stabilito nei giorni scorsi a maggioranza qualificata dagli Stati membri Ue.

A cantare vittoria, al termine del vertice, è stato il premier belga Bart De Wever, che si è sempre opposto all’uso degli asset russi, così come la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Al termine del vertice il primo ministro del Belgio ha parlato di una soluzione “stabile” e “robusta. Anche la stabilità ha vinto questa sera”, ha detto. Meloni ha parlato di soluzione di “buon senso”. Anche il primo ministro ungherese Viktor Orban ha potuto cantare vittoria. “La proposta sul congelamento dei beni russi è morta. Ci sono abbastanza Stati membri contrari da formare una minoranza di blocco – aveva detto questa mattina prima del vertice -. Alcuni potrebbero fare un altro tentativo, ma non c’è alcuna possibilità di ottenere la maggioranza”.

Nonostante le loro dichiarazioni, non possono cantare vittoria né la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, né il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, che avevano sempre espresso il loro favore per il prestito di riparazione basato sugli asset russi. (Public Policy Europe)

@Naffete

(foto cc Palazzo Chigi)