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Ecoreati, ecco com'è cambiato al Senato il disegno di legge

ecoreati 28 gennaio 2015

ROMA (Public Policy) - Le commissioni Ambiente e Giustizia al Senato hanno approvato la proposta di legge che istituisce nuovi delitti contro l'ambiente nel codice penale e che adesso, nel giro di due settimane, è pronta per l'arrivo in aula. La pdl, già approvata dalla Camera, dovrà comunque tornare in seconda lettura a Montecitorio. Diverse e signficative sono state, infatti, le modifiche al testo approvate dalla 2a e dalla 13a commissione di Palazzo Madama.

Per prima cosa sono cambiate le difinizioni delle nuove fattispecie di inquinamento e di disastro ambientale per evitare il rischio - denunciato dal Wwf e dalle associazioni ambientaliste - di "abolitio criminis", ovvero il rischio che un fatto costituente reato secondo la legge vigente cessa di esserlo dopo l'approvazione di una nuova legge. Le pene previste non sono cambiate (da 2 a 6 anni e da 10mila a 100mila euro per inquinamento ambientale; e da 5 a 15 anni per disastro ambientale).

Compierà il reato di inquinamento ambientale "chiunque abusivamente cagiona una compromissione o un deterioramento durevoli dello stato preesistente: delle acque o dell'aria, o di porzioni estese o significative del suolo o del sottosuolo; di un ecosistema, della biodiversità, anche agraria, della flora o della fauna". Rispetto alla formulazione uscita da Montecitorio scompare l'aggettivo "rilevante" (sostituito con "durevole") riferito alla compressione o al deterioramento che deve avvenire per configurarsi il reato. A cambiare è anche il grado di compromissione del suolo e del sottosuolo necessario a configurare il reato che adesso dovrà essere "di porzioni estese o significative".

Si configura il reato di disastro ambientale chiunque causa "alternativamente: l'alterazione irreversibile dell'equilibrio di un ecosistema; l'alterazione dell'equilibrio di un ecosistema la cui eliminazione risulti particolarmente onerosa e conseguibile solo con provvedimenti eccezionali; l'offesa alla pubblica incolumità, determinata con riferimento alla capacità diffusiva degli effetti lesivi della condotta". L'inserimento dell'avverbio "alternativamente" - grazie all'approvazione di un emendamento M5s - chiarisce che per configurare il reato basterà anche uno dei tre fatti elencati nella definizione. Tuttavia i 5 stelle hanno espresso ancora dubbi sull'aggettivo "irreversibile".

Tra le novità - dopo l'approvazione di un emendamento Pd - anche l'inserimento di alcune aggravanti per l'inquinamento ambientale: nel caso in cui dal reato dovessero derivare dalle lesioni personali fino alla morte di una o più persone le pene comminnate potranno triplicare fino ad un massimo di 20 anni. Rispetto al testo uscito dalla Camera è stata aumentata anche la riduzione di pena prevista per i reati di inquinamento e disastro ambientale se questi sono commessi per colpa - anziché per dolo -, passata da una diminuzione da un terzo alla metà a una diminuzione da un terzo a due terzi.

Altra novità riguarda il cosiddetto ravvedimento operoso: nel caso in cui uno dei nuovi delitti contro l'ambiente venga commesso per colpa - anziché per dolo - e il colpevole, prima dell'apertura del dibattimento di primo grado, provveda alla messa in sicurezza, alla bonifica e, ove possibile, al ripristino dello stato dei luoghi, la punibilità verrà infatti esclusa. I beni confiscati, o i loro eventuali proventi, tra le altre cose, verranno "messi nella disponibilità della pubblica amministrazione competente e vincolati all'uso per la bonifica dei luoghi". Da rilevare, infine, la soppressione dalla proposta di legge della parte che normava la disciplina sanzionatoria degli illeciti amministrativi e penali in materia di tutela ambientale, ovvero quelle "ipotesi contravvenzionali in materia ambientale che non hanno cagionato danno o pericolo concreto e attuale di danno alle risorse ambientali, urbanistiche o paesaggistiche protette". (Public Policy) NAF

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