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Lavoro, commissione licenzia ddl dimissioni in bianco. Ncd e Lega assenti

dimissioni in bianco 11 febbraio 2014

ROMA (Public Policy) - La commissione Lavoro della Camera ha licenziato il disegno di legge sulle dimissioni in bianco, che adesso dovrà andare in Aula venerdì 21 febbraio. Alla seduta erano assenti i deputati del Nuovo centrodestra e della Lega, da sempre contrari al provvedimento.

La commissione ha dato parere favorevole a tre emendamenti (due presentati dal Movimento 5 Stelle e uno da Forza Italia) che non introducono modifiche sostanziali al testo. Dunque tutti bocciati gli emendamenti soppressivi presentati da Ncd che, come annunciato ieri a Public Policy dal deputato Sergio Pizzolante, voterà contro in Aula.

"Credo che le considerazioni del Nuovo centrodestra siano del tutto ideologiche - ha commentato la deputata di Sinistra ecologia e libertà in commissione Lavoro Titti Di Salvo, una delle firmatarie dei due ddl Sel e Pd da cui è uscito fuori l'attuale testo unificato - Vorrei smontare le argomentazioni secondo cui il testo introduce una normativa rigida e complessa perché compilare un modulo prestampato invece di una pagina bianca mi sembra una cosa estremamente semplice".

Nello specifico il ddl, composto da un unico articolo e 7 commi, va a eliminare le norme precedenti, contenute nel testo unico del 2001 e nella legge Fornero, che regolavano la risoluzione consensuale del contratti di lavoro. Il provvedimento introduce quindi, in caso di dimissioni volontarie del lavoratore o della lavoratrice, l'uso di "appositi moduli predisposti" che saranno "resi disponibili gratuitamente dalle direzioni territoriali del lavoro, dagli uffici comunali e dai centri per l'impiego" o presso i caf o i sindacati convenzionati. I moduli, che potranno essere scaricati anche da internet, riporteranno un codice alfanumerico progressivo di identificazione e la data di emissione, e avranno validità di quindici giorni dalla data di emissione.

"Il Movimento 5 stelle, quando si voterà in Aula, si asterrà perché non si vuole mettere in mezzo alla guerra che va avanti tra Damiano e Sacconi", ha spiegato a Public Policy la deputata M5s Eleonora Bechis, d'accordo con la regolamentazione della legge Fornero eccetto che sulla parte in cui si dichiarava convalidato il fine rapporto con la sottoscrizione del lavoratore in calce alla lettera di dimissioni. "Anche perché - ha aggiunto Bechis - siamo consapevoli del fatto che al Senato il provvedimento si fermerà". La presidenza della commissione Lavoro di Palazzo Madama, dove il provvedimento arriverà una volta licenziato da Montecitorio, è infatti in mano al capogruppo di Ncd Maurizio Sacconi. (Public Policy)

NAF

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