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Scuola, nuova delega per riformare il settore

scuola 08 novembre 2013

 Scuola, collegato Stabilita': riformare il reclutamento e smaltire precariato

(Public Policy) - Roma, 8 nov - Una "riforma organica del reclutamento del personale docente, che garantisca la tutela delle diverse categorie di soggetti abilitati, mantenga l'equilibrio tra le assunzioni per concorso e gli scorrimenti di graduatoria, fermo restando il rigoroso rispetto del principio del merito, e consenta lo smaltimento del precariato, anche attraverso il ricorso al corso-concorso per l'accesso all'insegnamento". È quanto si legge nell'articolo 1 dello schema di disegno di legge collegato alla Stabilità "Delega al Governo in materia di istruzione, università e ricerca", oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri (vedi Public Policy "CDM..., delle 10,36). "Il Governo è delegato ad adottare, entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi al fine di provvedere al riassetto e alla codificazione delle disposizioni vigenti in materia di istruzione, università e ricerca". Ecco i principali criteri della delega.

Stato giuridico e trattamento economico


Il Governo deve intervenire sui "procedimenti relativi allo stato giuridico e al trattamento economico del personale della scuola, con il superamento delle disparità di trattamento e la precisa definizione dei rapporti tra le diverse fonti di disciplina pubblicistica e negoziale".

Gli atenei unici responsabili delle risorse


Il Governo dovrà inoltre legiferare in materia di "finanza, bilancio e controlli, con la riduzione dei controlli preventivi di legittimità e dei vincoli al reclutamento, la piena responsabilità dei singoli atenei per la gestione delle risorse finanziarie, l'introduzione di incentivi e sanzioni basati sui risultati della gestione in luogo di vincoli sulle relative voci di spesa, l'incentivazione di finanziamenti privati anche con maggiore libertà di spesa, la semplificazione del finanziamento privato di posti di docente".

AUTONOMIA DELLE UNIVERSITÀ

Tra i criteri da seguire anche un modello di organizzazione delle università "in conformità al principio di autonomia [...] sancito dall'articolo 33 della Costituzione, al fine dell'eliminazione di sovrapposizioni e duplicazioni di competenze, con esclusione delle norme in materia di contabilità".

TASSE E CONTRIBUTI UNIVERSITARI

In materia di contributi universitari, dovrà essere rivisto il "rapporto con il finanziamento pubblico e la definizione di limiti ai contributi e alla possibilità di aumento degli stessi, anche in rapporto alle condizioni economiche dello studente e della famiglia".

ABILITAZIONE SCIENTIFICA

In questo caso si chiede di rivedere le "regole di funzionamento delle commissioni e i criteri di valutazione", introducendo "meccanismi volti a contenere il numero dei partecipanti e degli abilitati".

MENO RICERCATORI E MAGGIORE FLESSIBILITÀ

La delega chiede inoltre al Governo di ridurre il "numero di figure", introducendo "maggiore flessibilità nella selezione".

FINANZIAMENTO DELLA RICERCA

In questo caso bisogna, secondo il ddl delega, organizzare meglio la "gestione delle risorse finanziarie, in base a criteri di flessibilità nella destinazione nei limiti delle risorse assegnate e con l'introduzione di meccanismi di controllo successivo e valutazione dei risultati".

I PASSI SUCCESSIVI

"Nei dodici mesi successivi all'emanazione di ciascuno dei decreti legislativi [...] il Governo completa il processo di codificazione adottando [...] una o più raccolte organiche delle norme regolamentari vigenti nelle rispettive materie". "Entro due armi dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi - si legge ancora - [...] il Governo può adottare disposizioni integrative e correttive". Dall'attuazione delle disposizioni di ciascun decreto legislativo non dovranno derivare "nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica", si precisa infine.

LA RELAZIONE ILLUSTRATIVA

"I princìpi e i criteri direttivi della delega - si legge nella relazione che accompagna lo schema - sono in parte quelli usuali per simili operazioni di riordino e contenuti principalmente nella legge 59 del 1997 (prima legge di semplificazione)".

LA RELAZIONE TECNICA

"Vista la complessità della materia trattata - si precisa infine nella relazione tecnica al testo - si provvederà alla verifica del rispetto della clausola di invarianza finanziaria".(Public Policy)

GAV

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