C’è l’accordo anche sui migranti. È la volta buona per il dl Rilancio?

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ROMA (Public Policy) – È slittato ancora il via libera del Consiglio dei ministri al dl Rilancio, l’atteso decreto-manovra da 55 miliardi. Dal pre-Cdm, spalmato tra lunedì e martedì notte, è filtrato ottimismo: “L’accordo politico sulle misure contenute nel decreto è stato raggiunto”, fa sapere Palazzo Chigi. “Tutti i nodi sono stati sciolti, e non c’è alcun problema di coperture” precisano dal Mef. Tuttavia, pare che ci siano difficoltà sia per coprire interamente la cassa integrazione del Cura Italia che per gli incentivi al personale sanitario. Nel decreto dovrebbero esserci 10 miliardi per la Cig,  6 miliardi per le Pmi, 4 miliardi per il taglio dell’Irap e 2 miliardi per l’adeguamento di aziende e attività commerciali alle norme anti Covid. E ancora: 12 miliardi agli enti locali per il pagamento dei debiti nei confronti dei fornitori, 5 miliardi per sanità e sicurezza, 2,5 miliardi per il turismo e la cultura e 2 miliardi per misure fiscali.

Lo scoglio principale era la regolarizzazione dei lavoratori migranti, proposta da Iv e appoggiata anche da Pd e Leu. Il Movimento 5 stelle, contrario a sanatorie, ha frenato per giorni, ma intorno a mezzanotte il capo politico Vito Crimi ha annunciato che è stato trovato un accordo “soddisfacente” focalizzato sul “lavoro regolare”. Conferme sul raggiungimento dell’intesa sono arrivate anche da ambienti dem, e il ministro per il Sud, Peppe Provenzano (Pd), ha spiegato che la norma riguarderà colf, badanti e braccianti anche italiani. Decisiva per il via libera M5s sarebbe stata una precisazione che esclude delle norme i datori di lavoro condannati per caporalato o reati come lo sfruttamento dell’immigrazione clandestina e della prostituzione.

L’accordo pare fatto anche per quanto riguarda il Reddito di emergenza: lo stanziamento sarà di circa 1 miliardo, con un importo tra 400 e 800 euro mensili per un bimestre (quindi si tratta di uno strumento una tantum, e non strutturale). Limature e tavoli tecnici vanno avanti a oltranza, e se si sarà trovata davvero la quadratura definitiva del cerchio, allora il Cdm per approvare il decreto potrebbe tenersi oggi, ma si attendono conferme ufficiali. (Public Policy) PAM