Maggioranza e opposizioni litigano sulla fauna selvatica

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ROMA (Public Policy) – Dopo una lunga pausa, resasi necessaria anche per alcune riformulazioni dell’articolato, la commissione Agricoltura alla Camera è tornata la scorsa settimana ad occuparsi della pdl Gallinella sulle semplificazioni in agricoltura (‘Disposizioni per la semplificazione e l’accelerazione dei procedimenti amministrativi nelle materie dell’agricoltura e della pesca nonché delega al Governo per il riordino e la semplificazione della normativa in materia di pesca e acquacoltura’).

Dopo il nuovo testo che era stato presentato il 9 luglio, il relatore Luciano Cadeddu (M5s) ha realizzato una ulteriore nuova versione che, oltre ad apportare correzioni alla formulazione di alcune norme, ha come novità più importante un articolo che rivede la disciplina sul controllo della fauna selvatica per i danni causati agli agricoltori. Sul tema erano emerse visioni divergenti nel corso delle audizioni e già in precedenza i diversi gruppi non avevano trovato la quadra, tanto che la norma sulla materia presente nella pdl originaria a firma dello stesso presidente della XIII commissione, esponente M5s, Filippo Gallinella (pdl sottoscritta da tutti i gruppi) era poi stata espunta nella versione di luglio. Ma anche la nuova formulazione arrivata ora ha visto la forte insoddisfazione delle opposizioni, al punto che Lega e Fratelli d’Italia hanno minacciato di ritirare la firma dalla proposta di legge.

La norma prevedeva che, per attuare i piani di abbattimento, potessero essere adibiti (oltre alle guardie venatorie, forestali e comunali) anche operatori abilitati dalle Regioni, previa frequenza di appositi corsi approvati dall’Ispra, purché muniti di licenza per l’esercizio venatorio in caso di uso di armi da fuoco. Il nuovo articolo presentato questa settimana prevede che i piani di abbattimento possano essere attuati anche tramite l’utilizzo di ‘ausiliari per il controllo faunistico’, sotto il coordinamento della polizia provinciale o dei carabinieri forestali o degli uffici regionali competenti in materia. Gli ausiliari possono essere assunti a tempo determinato, ma per una durata non inferiore ad un anno, dalle Regioni interessate, che li selezionano tramite concorso.

Secondo la proposta, i vincitori del concorso dovranno quindi frequentare uno specifico corso obbligatorio di formazione e di addestramento a cura dell’Ispra, al termine del quale otterranno il conferimento del titolo di ausiliario e si dovranno munire, ove necessario, della licenza per l’esercizio venatorio. Per l’esercizio delle loro funzioni, agli ausiliari è riconosciuta la qualifica di pubblica sicurezza. In caso di necessità, in Regioni che non possono dotarsi degli ausiliari, queste, a proprio carico, possono chiedere la mobilità dei volontari dalle Regioni che ne danno la disponibilità. Con intesa da sancire in Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, il ministero dell’Ambiente può utilizzare gli ausiliari per l’attuazione dei piani di eradicazione della fauna alloctona e con oneri a carico dello stesso ministero.

Guglielmo Golinelli (Lega), in commissione, ha sottolineato che la nuova norma sarà sostanzialmente inattuabile per l’impossibilità in cui versano i Comuni e le Regioni, alla luce della carenza di risorse finanziarie, di procedere alle assunzioni degli ausiliari. Maria Cristina Caretta (FdI) ha rilevato che la disciplina del testo originario della pdl delineava una risposta concreta al problema dei danni derivanti dalla fauna selvatica e ha criticato invece l’idea dell’assunzione di ausiliari, che dovranno essere formati, invece dell’utilizzo di personale già addestrato che svolge già funzioni legate al controllo della fauna selvatica a titolo volontario. Nello stesso senso Monica Ciaburro (FdI) ha censurato il fatto che non si sia presa in considerazione l’idea di adottare la soluzione già sperimentata a livello regionale di impiegare personale volontario già formato da affiancare alla polizia provinciale.

Marzio Liuni (Lega) ha sottolineato allo stesso modo come fosse il caso di prendere a modell i piani di contenimento degli ungulati che erano gestiti dalle Province, i quali prevedono l’impiego di cacciatori, abilitati a svolgere determinate attività a titolo gratuito, sotto la sorveglianza, vigilanza e direzione della polizia provinciale. Liuni ha criticato anche il fatto che saranno necessarie tempistiche prolungate per l’espletamento dei bandi di concorso e la successiva attività di formazione degli ausiliari. Anche per Maria Spena (FI) le misure contenute nel nuovo articolo sono inefficaci. Cadeddu ha spiegato che la soluzione proposta su punto è un compromesso tra le diverse posizioni emerse nel corso delle audizioni, e si è detto disponibile a svolgere un nuovo confronto con i gruppi per migliorare il testo e arrivare a una soluzione condivisa. (Public Policy) GIL