L’Antitrust ha scritto a Draghi: la riforma degli appalti è strategica

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ROMA (Public Policy) – La riforma degli appalti pubblici, volta a modernizzare e semplificare le regole le procedure applicabili deve essere considerata tra gli obiettivi strategici e fine del rilancio dell’economia e delle attivazione degli investimenti”. Lo scrive l’Agcm nella segnalazione inviata martedì al presidente del Consiglio, Mario Draghi, per una nuova legge sulla concorrenza.

“Fin dalla sua nascita il Codice dei contratti pubblici ha rinviato, per la definizione della normativa sui contratti, alla successiva emanazione di altri atti di varia caratura normativa. Complessivamente si tratta di circa 50 atti attuativi ricompresi in varie tipologie, destinate a sostituire il precedente regolamento. Ne è derivato un labirinto di norme che, di fatto, generano inefficienze nel public procurement: da qui la necessità di definire regole più semplici”, si legge ancora.

L’Autorità, quindi, propone due interventi. Uno più immediato, cioè “la sospensione dell’applicazione del Codice dei contratti pubblici e nel ricorso alle sole disposizioni contenute nelle direttive europee in materia di gare pubbliche del 2014 alle procedure interessate dall’erogazione dei fondi europei del Next generation Eu e alle opere strategiche. Ciò consentirebbe di poter eliminare immediatamente i vincoli che attualmente insistono, tra gli altri, sul subappalto, l’avvalimento, l’appalto integrato, i criteri di valutazione delle offerte, l’obbligo di nomina dei commissari esterni“, sottolinea l’Agcm.

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FRA