Dagli appalti all’abuso d’ufficio: via libera (salvo intese) al decreto Semplificazioni

0
chigi governo cdm

ROMA (Public Policy) – Al termine di una riunione fiume – conclusasi alle 4.30 del mattino – il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto Semplificazioni. Il via libera al testo è però “salvo intese”, anche perchè le divergenze nella maggioranza su alcune questioni centrali non sono tramontate. A cominciare dalle deroghe al Codice degli appalti prendendo spunto dal “modello Genova” – su cui preme il Movimento 5 stelle, mentre il Pd frena – fino all’abuso d’ufficio. Riguardo a quest’ultimo punto, il testo definitivo dovrebbe limitare le circostanze che configurano il reato, prevedendo la punibilità solo nel caso in cui si violino “specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge e dalle quali residuino margini di discrezionalità”. In questo modo, si vuole sconfiggere la cosiddetta “sindrome della firma”, che frena i funzionari pubblici dal prendere decisioni per paura di finire sotto inchiesta. Novità anche per il danno erariale, che scatterà solo nei casi dolosi.

L’elenco delle grandi opere da sbloccare (che dovrebbero essere 40-50) non è però entrato nel decreto, bensì nell’allegato infrastrutture del Programma nazionale di riforma (Pnr), anch’esso approvato nel Cdm notturno. Il Piano indica le direttrici che il Governo seguirà nei prossimi mesi, ed è strategico per ottenere i Fondi Ue che dovrebbero arrivare con il Recovery Fund – Next Generation Eu. Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera anche al rendiconto dello Stato e al ddl di assestamento di bilancio.

continua – in abbonamento

PAM