La bozza della riforma della giustizia: 48 articoli, occhio al Csm

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ROMA (Public Policy) – “Deleghe al Governo per l’efficienza del processo civile e del processo penale, per la riforma complessiva dell’ordinamento giudiziario e della disciplina su l’eleggibilità e ricollocamento in ruolo dei magistrati nonché disposizioni sulla costituzione e funzionamento del Consiglio superiore della magistratura e sulla flessibilità dell’organico di magistratura”: è questo il titolo del ddl delega che il ministero della Giustizia ha messo a punto e che sarà discusso nel prossimo Consiglio dei ministri (oggi alle 15).

La bozza – di cui Public Policy ha preso visione – conta 48 articoli.

CSM, STOP ELEZIONE EX PARLAMENTARI E MINISTRI PER 5 ANNI

Con la riforma della Giustizia del ministro Alfonso Bonafede potrebbero cambiare i criteri di scelta dei componenti del Csm eletti in Parlamento: come ora potranno essere scelti i professori ordinari di università in materie giuridiche e avvocati con quindici anni di esercizio professionale, “purché – questa la novità – non ricoprano la carica di parlamentare nazionale od europeo, o non l’abbiano ricoperta nei cinque anni precedenti, non siano componenti del Governo o non lo siano stati nei cinque anni precedenti“. Questa una delle novità che riguarderà l’elezione dei membri del Consiglio superiore della magistratura contenuto nel ddl delega Giustizia che riforma il processo penale, il rito civile, le norme sui magistrati e il Csm voluto dal ministro Bonafede.

Non solo, non potranno essere eletti coloro che che “ricoprano la carica di consigliere regionale o provinciale o l’abbiano ricoperta nei cinque anni precedenti, siano presidenti o assessori nelle giunte delle Regioni o delle Province autonome di Trento e Bolzano, ricoprano o abbiano ricoperto nei cinque anni precedenti la carica di sindaco in Comuni con più di centomila abitanti”.

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SOR