Via libera dal Cdm al Dpb: Italia in recessione fino a marzo 2023

0

ROMA (Public Policy) – Via libera dall’ultimo Consiglio dei ministri al Dpb tendenziale, ovvero con solo le previsioni di spesa delle spese indifferibili (nella foto: il titolare uscente del Mef, Daniele Franco).

Come è stato per la NaDef, il Governo Draghi ha approvato e invierà in Europa il Dpb a politiche invariate, dunque inserendo nella cornice programmatica della prossima legge di Bilancio solo le spese indifferibili. Inviando quindi il documento a Bruxelles senza alcuna proroga.

Sarà poi il Governo che si formerà probabilmente alla fine della prossima settimana, che dovrà inviare in Ue un aggiornamento del Dpb introducendo anche i conti programmatici, in base alle misure che si intenderà poi inserire in manovra.

I CONTENUTI

L’Italia è sulla strada della recessione, che perdurerà fino al primo trimestre del 2023, dopo di che le previsioni – a legislazione vigente – si attendono un rialzo. Lo scrive il Governo nel Dpb di cui Public Policy ha preso visione.

“Nello specifico – si legge – partendo dai dati Istat per i primi due trimestri dell’anno, le valutazioni interne più aggiornate indicano una variazione leggermente negativa del Pil nel terzo trimestre quale risultato di una contrazione congiunturale del valore aggiunto dell’industria manifatturiera e delle costruzioni, solo parzialmente compensata da un incremento dei servizi. Per il quarto trimestre, l’intervallo delle stime più aggiornate si situa intorno ad una lieve contrazione del Pil in termini reali, attribuibile in primis al settore industriale“.

“L’andamento previsto per la seconda metà di quest’anno – si legge – crea un trascinamento solo lievemente positivo (0,1 punti percentuali) sulla crescita del 2023. Si prevede un’ulteriore flessione del Pil nel primo trimestre, che sarebbe poi seguita da una ripresa dell’attività economica a partire dal secondo trimestre, trainata da un aumento della domanda mondiale, da una discesa del prezzo del gas naturale (peraltro verso livelli ancora elevati rispetto a condizioni ‘normali’) e da un crescente apporto del Piano di Ripresa e Resilienza (Pnrr) alla crescita del Pil”.

continua – in abbonamento

VIC

(foto cc Palazzo Chigi)