Clima, il Consiglio Ue esclude net-zero target per ogni Stato

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BRUXELLES (Public Policy / Policy Europe) – La condivisione dell’obiettivo della neutralità climatica per tutti gli Stati membri, dunque zero emissioni al 2050 per ogni Stato membro invece che per l’Ue nel suo complesso, “non è accettabile“. Lo mette nero su bianco la presidenza portoghese del Consiglio Ue, in un documento inviato alla delegazione del Parlamento europeo e di cui Policy Europe ha preso visione, in vista del trilogo.

Come anticipato giovedì scorso, la presidenza avrebbe accettato di affrontare il tema dei natural carbon sink e delle emissioni negative post 2050, solo attraverso un accenno nelle premesse. I natural carbon sink sono gli assorbitori naturali di carbonio, come le foreste, che il Parlamento europeo vorrebbe non incidessero nel conteggio delle emissioni per il raggiungimento dei target. “Il restauro degli ecosistemi aiuterebbe il mantenimento, la gestione e la valorizzare dei natural sink e promuoverebbe la biodiversità combattendo il cambiamento climatico – si legge nella proposta di compromesso della presidenza del Consiglio – Inoltre, il triplo ruolo delle foreste (sink, stoccaggio e sostituzione) contribuisce alla riduzione del rilascio delle emissioni di carbonio nell’atmosfera, garantendo intanto che le foreste continuino a crescere e a fornire molti altri servizi”.

Il Parlamento, da parte sua, avrebbe voluto in primo luogo una norma vera e propria, anziché un accenno nelle premesse, e in secondo luogo un chiaro riferimento alle emissioni negative post 2050. “A partire dal 1° gennaio 2051 – si legge infatti nella proposta del Parlamento – le rimozioni di gas a effetto serra da parte dei sink devono superare le emissioni antropiche nell’Unione e in tutti gli Stati membri”. (Public Policy / Policy Europe) NAF