Cosa intende fare il Governo per i lavoratori Amazon di Piacenza

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ROMA (Public Policy) – “Mi impegno, a nome del Governo, a richiedere all’Ispettorato del lavoro ulteriori verifiche al fine di avviare una valutazione dei lavoratori in questione, procedendo caso per caso”.

Lo ha detto il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, rispondendo in XI commissione alla Camera a un’interrogazione a firma Elena Murelli (Lega) sui lavoratori Amazon nello stabilimento di Castel San Giovanni (Piacenza). L’interrogazione, come altre in passato, chiedevano chiarimenti circa i lavoratori somministrati in eccesso, rispetto al limite consentito dalla legge.

Il sottosegretario ha ripercorso le tappe delle verifiche dell’Ispettorato nazionale del lavoro nei confronti di Amazon, ricordando che nel periodo luglio-dicembre dello scorso anno sono stati individuati circa 1.300 lavoratori somministrati in eccesso. Successivamente sono stati svolti ulteriori approfondimenti che hanno portato a ritenere che anche il personale svantaggiato, che per legge è escluso dal computo dei limiti alla somministrazione di lavoro, “avesse diritto al riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato in capo alla società utilizzatrice in considerazione del fatto che quest’ultima avesse violato le disposizioni di contingentamento del lavoro in somministrazione“.

Per questo si è proceduto a ricalcolare il numero dei lavoratori in eccesso considerando anche i lavoratori svantaggiati. All’esito dell’operazione “è emerso che sono complessivamente 1.951 i lavoratori somministrati in eccesso rispetto al limite consentito“.

L’Ispettorato ha poi comunicato a ciascun lavoratore interessato la possibilità di far valere il diritto al riconoscimento di un rapporto di lavoro a tempo determinato in capo ad Amazon Logistica.

Il sottosegretario ha riportato ancora che l’Ispettorato territoriale del lavoro di Piacenza ha reso noto che numerosi lavoratori si sono recati recentemente presso l’ufficio per acquisire ulteriori informazioni al fine di avviare vertenze nei confronti della società. Lo stesso Ispettorato ha confermato che “risulta rispondere al vero la circostanza secondo cui molti di questi lavoratori, a seguito di ricorso giudiziale, non sono stati confermati in servizio attraverso successivi contratti a tempo determinato”. (Public Policy) FRA