Tlc, cosa prevede il ddl M5s sulla trasparenza delle tariffe

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ROMA (Public Policy) – Modificare la disciplina sulla trasparenza delle tariffe e dei prezzi telefonici perchè spesso le offerte “non contengono le informazioni basilari necessarie a fornire all’utente la possibilità di scegliere la tariffa più conveniente”. Prevedendo sia un divieto generale di modifica delle condizioni contrattuali nei sei mesi successivi alla stipula del contratto di servizio sia quello di un “aggravio di costi o peggioramento delle condizioni economiche applicate nei confronti del consumatore”. È quanto prevede, in sintesi, un disegno di legge al Senato, a prima firma di Mauro Coltorti (M5s), incardinato nella commissione Lavori pubblici al Senato.

Il relatore del provvedimento, sul quale è ripreso un ciclo di audizioni informali iniziato poco prima della pausa estiva, è Emanuele Dessì.

DA RAFFORZAMENTO RUOLO AGCOM A SERVIZI ANCILLARI

Il disegno di legge M5s prevede, oltre ai divieti relativi alle modifiche contrattuali imposte dall’operatore telefonico (su cui i grandi della telefonia come Tim e Fastweb hanno espresso forti perplessità perché “ingesserebbe” il sistema), anche un ruolo più forte dell’Agcom.

L’Autorità garante nel sistema delle comunicazioni, infatti, sarà chiamata anche a garantire che sia assicurata la piena trasparenza delle offerte e dei messaggi pubblicitari, tramite una comunicazione “semplice ed essenziale”, che faciliti al consumatore la comprensione della tariffa e del prezzo complessivo relativo ai servizi acquistati con il contratto di attivazione.

Previsto, poi, che l’offerta commerciale dei prezzi dei differenti operatori di telefonia evidenzi “tutte le voci” che compongono l’offerta, consentendo così ai singoli consumatori un adeguato confronto. Vietati dunque (anche se non sono previste sanzioni in caso di mancato rispetto dell’obbligo) offerte e messaggi pubblicitari sulle tariffe privi dell’indicazione del prezzo finale che manchi, in tutto o in parte, degli oneri complessivi derivanti dall’attivazione o dall’utilizzo dei servizi di traffico voce, dati, sms e servizi ancillari.

Il progetto di legge Coltorti, infine, stabilisce anche quali siano i servizi da considerare “ancillari”, definendoli a titolo esemplificativo e non esaustivo. Si tratta di: costi di attivazione del servizio o fruizione del piano tariffario, trasferimento ad altro operatore, utilizzo della segreteria telefonica, verifica del credito residuo disponibile, utilizzo di software e applicazioni e di “ogni ulteriore servizio pre-attivato o non disattivabile, la cui fruizione comporti un aumento del prezzo complessivo corrisposto dal consumatore durante il periodo di fatturazione”.

Il prezzo finale contenuto nelle offerte promozionali e nei messaggi pubblicitari, quindi, dovrà contenere i costi di tutti i servizi attivati, pre-attivati o non disattivabili dal consumatore al momento della sottoscrizione del contratto di attivazione della scheda Sim, inclusi, come detto, tutti i servizi ancillari. (Public Policy) IAC