Cura Italia, dl al via. Si punta a modifiche condivise e ‘maxi’

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ROMA (Public Policy) – Si è incardinato ieri, in commissione Bilancio al Senato, il dl Cura Italia, il cui relatore è il presidente Daniele Pesco (M5s). Come già deciso in capigruppo la scorsa settimana, il termine per la presentazione degli emendamenti è stato fissato alle 19 di venerdì 27 aprile. Per martedì 31, sempre alle 19, è stato poi fissato il termine per la presentazione dei subemendamenti.

Secondo quanto apprende Public Policy, ci sarebbe un dialogo in corso tra tutte le forze politiche per evitare un assalto alla diligenza. L’accordo a cui si punta dovrebbe, secondo quanto si apprende da fonti parlamentari, prevedere la presentazione di 50 emendamenti per gruppo da dividere tra le due Camere (quindi 25 al Senato e 25 a Montecitorio). L’aver già fissato il termine per i sub indicherebbe, viene sottolineato dalle stesse fonti, un iter rapido di esame delle proposte emendative parlamentari e un inserimento di quelle condivise tra maggioranza e opposizione in un maxiemendamento del Governo o, comunque, in un pacchetto di emendamenti di Governo e relatore, su cui poi effettivamente concentrare le votazioni in commissione Bilancio.

Anche perché, come anticipato la scorsa settimana, l’obiettivo sarebbe quello di licenziare il testo in prima lettura entro l’8 aprile. In questo senso, per arrivare a poche modifiche mirate, la maggioranza ha ieri mandato una lettera alle opposizioni chiedendo un incontro oggi per condividere “in Senato l’iter del Cura Italia e degli altri provvedimenti all’esame dell’assemblea, per porre le basi comuni di un lavoro celere ma allo stesso tempo proficuo, nelle commissioni d in aula, con l’unico obiettivo di dare risposte rapide ed efficaci al Paese”. Lettera a cui le opposizioni hanno risposto positivamente.

Le parole del ministro Gualtieri ieri in audizione, poi, non lasciano molto spazio all’immaginazione: avendo il Governo utilizzato per il dl Cura Italia tutti i 25 miliardi di euro di deficit in più autorizzato dal Parlamento, ci sono pochi spazi per modifiche parlamentari, se non miglioramenti di misure già previste. Lo stesso ministro ha suggerito alle Camere di attendere il dl Aprile, che arriverà – ha detto – prima della scadenza fiscale del 16 aprile – e di concentrare le richieste di modifica su quel provvedimento. (Public Policy) VIC