Cura Italia, tecnici Bilancio: il Governo stima +145% di contagi

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ROMA (Public Policy) – “Le ipotesi assunte” in merito all’equipalazione della quarantena alla malattia ordinaria, per la quale è prevista l’indennità Inps, “appaiono realistiche”. Tuttavia, nella relazione tecnica che accompagna il dl Cura Italia “non viene indicato il numero di contagiati considerato”, il che rende “impossibile una valutazione della stima effettuata”. La copertura economica stimata dalla rt “evidentemente ipotizza un ulteriore incremento dei contagi del 145% circa rispetto ai livelli attuali“. Lo scrivono i tecnici del servizio Bilancio al Senato nel dossier sul decreto Coronavirus ter, all’esame della commissione Bilancio di Palazzo Madama.

I tecnici, che hanno scritto il dossier venerdì 20 marzo, prendono a riferimento i dati sui contagi relativi a cinque giorni fa: “Il numero di contagiati – dicono – supera le 35mila unità (a oggi sono stati segnalati 69.176 casi positivi in Italia; Ndr), il che porterebbe i soggetti interessati” alla quarantena “sulle 50mila unità (considerando anche coloro che sono venuti a contatto con una persona che ha contratto il virus; Ndr), con un onere per prestazioni pari a circa 40 milioni di euro”. Ma la relazione tecnica stima un onere molto più alto: “98 milioni di euro”, che evidentemente – scrivono i tecnici – “ipotizza un ulteriore incremento dei contagi del 145% circa rispetto ai livelli attuali”.

Sulla prudenzialità di tale scelta si ritiene di non poter effettuare valutazioni. Comunque, il rispetto del limite di spesa previsto (130 milioni euro) dovrebbe essere garantito, in relazione alla finanza statale, dal consueto meccanismo di monitoraggio degli oneri e blocco della valutazione di ulteriori domande”.

Non appare tuttavia chiaro per i tecnici “se tale meccanismo operi soltanto fino ad esaurimento delle risorse indicate” dal decreto, “riattivando a quel punto la normativa generale che, in combinato disposto con la norma di carattere ordinamentale (che, in quanto tale, resterebbe efficace anche una volta cessata l’efficacia del comma 5, che pone a carico dello Stato gli oneri correlati), determinerebbe maggiori oneri, in parte a carico degli enti previdenziali; ovvero se il rifiuto di ulteriori domande sia assoluto e quindi non si verificherebbe nessun passaggio dell’onere a carico del soggetto (l’Inps) ordinariamente chiamato a sopportarlo”.

I tecnici del servizio Bilancio nel dossier ripercorrono le ipotesi contenute nella relazione tecnica allegata al dl. Le risorse stimate per la quarantena pagata come la malattia ordinaria si basano sulle seguenti ipotesi: per ogni nuovo contagiato potrebbero essere messe in quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria 4 persone; il 5% potrebbe contrarre la malattia entro una settimana (accedendo al regolare indennizzo per malattia); il periodo di “quarantena” sarà di 14 giorni effettivi e 10 lavorativi.

E ancora: il 63% dei malati sarà costituito da soggetti in età attiva tra i 18 e i 66 anni (dati Istat sulla popolazione residente al 1° gennaio 2019); il 60% farà probabilmente parte del settore privato; e la retribuzione media giornaliera sarà di 80 euro.

Da queste ipotesi – sostiene il Mef nella relazione tecnica – ne deriva un onere per la finanza pubblica per l’anno 2020 di circa 130 milioni di euro di cui 98 milioni di euro per prestazioni e 32 milioni di euro per contribuzione figurativa. (Public Policy) SOR