Cura Italia, Imprese e dl Aprile: il punto sui decreti Coronavirus

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ROMA (Public Policy) – In commissione Bilancio a Palazzo Madama riprende oggi l’esame del dl Cura Italia, il decreto-manovra da 25 miliardi con misure per per medici, lavoratori, imprese e famiglie. Restano da smaltire 519 proposte di modifica – tra emendamenti e sub – segnalate dai gruppi, a cui si sono aggiunti ieri altri 14 emendamenti presentati dal relatore, Daniele Pesco (M5s), che è anche presidente della 5a. Il termine per presentare ‘sub’ alle modifiche del relatore scade oggi alle 12, poi – a mezzogiorno, alle 15 e alle 20 – sono in calendario tre sedute per l’esame degli emendamenti.

Domani il testo è atteso in aula, e l’obiettivo originario era quello di licenziarlo in prima lettura proprio l’8 aprile, in modo da inviarlo presto a Montecitorio consentendo anche ai deputati di dare un loro contributo. Il via libera finale arriverebbe poi con una terza lettura a Palazzo Madama. Non sarà facile rispettare questo cronoprogramma, anche per il clima tra maggioranza e opposizione: non è di scontro aperto, e sarebbe fuori luogo in una situazione di emergenza, ma comunque non all’insegna della “piena collaborazione” auspicata.

Intanto l’Italia presenta il suo “bazooka” nazionale: ieri il Cdm ha approvato il dl Liquidità imprese. “Arrivano 400 miliardi di liquidità per le imprese, con il Cura Italia ne avevamo liberati 350. Parliamo di 750 miliardi, quasi la metà del nostro Pil. Lo Stato c’è e mette subito la sua potenza di fuoco nel motore dell’economia. Quando si rialza l’Italia corre” ha scritto Giuseppe Conte su Twitter.

Tra le misure del provvedimento ci sono le garanzie sui prestiti alle aziende – attraverso una liquidità immediata di 400 miliardi – alle prese con l’emergenza economica scaturita dalla pandemia del coronavirus, pagamenti della Pa più veloci, sospensione dei termini per chi è in debito con il Fisco ed estensione del golden power. “Lo Stato offrirà una garanzia perché i prestiti avvengano in modo celere. Potenzieremo il fondo centrale di garanzia per le Pmi e aggiungiamo il finanziamento dello Stato attraverso Sace, che resta nel perimetro di Cassa depositi e prestiti, per le piccole, medie e grandi aziende” ha sottolineato il premier.

Il nodo Sace-Cdp-Mef, chi-controlla-cosa, era uno dei temi sul tavolo della maggioranza, con discussioni accese tra tre dei quattro soci di maggioranza (Pd, M5s e Italia viva). Alla fine si è raggiunta una mediazione, con Sace che gestirà l’operazione – come voleva il Pd – restando in Cdp ma sotto l’indirizzo e il coordinamento del Tesoro.

L’allargamento del golden power prevede che si possano controllare operazioni societarie e scalate ritenute “ostili” non solo nei settori tradizionali, ma anche in ambito assicurativo, creditizio, finanziario, idrico, sanitario e della sicurezza. “È uno strumento che ci consentirà di intervenire nel caso ci siano acquisizioni di partecipazioni appena superiori al 10% all’interno dell’Ue” ha annunciato Conte.

“Mettiamo in campo 200 miliardi di garanzia per prestiti fino al 90% garantiti dallo Stato senza limiti di fatturato, per imprese di tutti i tipi. Potranno arrivare al 25% del fatturato delle imprese o al doppio del costo del personale con un sistema di erogazione molto semplice e diretto al sistema bancario, attraverso Sace, con condizionalità limitate tra cui quella di non poter erogare dividendi” ha poi aggiunto il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri (nella foto), precisando che “il nuovo strumento per la garanzia da Sace sarà operativo in pochi giorni”.

Da segnalare che i 200 miliardi di garanzie per ottenere prestiti in banca saranno vincolati agli obblighi di non licenziare e di non delocalizzare all’estero. Nel dettaglio, le garanzie saranno al 90% per le grandi aziende, al 100% per gli autonomi e le piccole imprese (se chiedono fino a 25mila euro), al 100% (ma con un 90% di garanzia dello Stato e 10% di Confidi) fino a 800mila euro, e al 90% fino a 5 milioni.

Il prossimo step sarà il dl Aprile, il nuovo decreto-manovra che rappresenterà il seguito del Cura Italia. Nel provvedimento – atteso a metà mese – il ministro dell’Economia ha anticipato che ci saranno anche “30 miliardi a sostegno delle garanzie” previste nel dl sulla liquidità. (Public Policy) PAM