ROMA (Public Policy) – La scorsa settimana il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, in occasione del question time alla Camera, ha fatto il punto sugli interventi a cui il dicastero sta lavorando.
In primis, misure per contrastare il caro prezzi della materia energetica. Pichetto ha spiegato “si sta valutando l’introduzione di strumenti volti a contrastare nel breve termine l’elevato costo delle bollette energetiche, nonché l’adozione di misure, di natura più strutturale, volte a promuovere, anche attraverso nuovi meccanismi di mercato, l’accesso all’energia da fonte rinnovabile da parte dei consumatori, in modo da favorire di fatto il disaccoppiamento del prezzo dell’energia elettrica dal prezzo del gas”.
Il Mase sta inoltre lavorando “ad un pacchetto organico di riforma che vuole progressivamente abbattere nel tempo l’aggravio degli oneri generali di sistema per i cittadini e le imprese, garantendo soprattutto la competitività del tessuto delle piccole e medie imprese”, ha spiegato il ministro. “Ci rendiamo conto che dobbiamo garantire rapidamente la competitività del tessuto produttivo italiano in un contesto europeo in cui vi sono mix di generazione differenziati tra loro”, ha aggiunto.
Tra gli obiettivi cui lavora il Mase c’è poi quello di “definire ulteriori strumenti affinché i consumatori possano stipulare contratti a lungo termine di energia rinnovabile a prezzi calmierati”. “Uno degli obiettivi del Governo è garantire la contrattualizzazione di energia a prezzi calmierati da parte delle piccole e medie imprese manifatturiere che più di tutte scontano il tema del caro energia”.
Pichetto ha fatto infine il punto sullo stato delle centrali a carbone, più volte oggetto di interrogazione, chiarendo che le centrali di Civitavecchia e di Brindisi “sono ferme da tempo” ma, date “le esigenze relative alla sicurezza energetica, in considerazione dell’attuale, tuttora incerto, contesto geopolitico”, restano “disponibili, seppure in un assetto di ‘riserva fredda’”.
“Allo stato attuale i due impianti non producono energia – con ciò rispettando gli impegni assunti con il Pniec – ma restano potenzialmente pronti ad entrare in esercizio tempestivamente e secondo precise condizioni, in caso di situazioni di emergenza connesse alle criticità dell’approvvigionamento del gas naturale, analoghe a quelle già sperimentate nel 2022”, ha chiarito il ministro. (Public Policy) GIS





