Il decreto Mef sui microbirrifici: dalle accise alla contabilità

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birra

ROMA (Public Policy) – Gli adempimenti preventivi per l’attivazione, l’accertamento della produzione, la tenuta della contabilità e l’applicazione dell’aliquota ridotta. Sono alcune delle norme contenute nel dm del Mef, firmato dal ministro Giovanni Tria, che regola l’attività dei microbirrifici. Il provvedimento, preso in visione di Public Policy, attua quanto stabilito dall’ultima legge di Bilancio.

Ma cosa sono, secondo il decreto, i microbirrifici? In base al dm, preso in visione da Public Policy, si intende “una fabbrica di birra che produce annualmente non più di 10.000 ettolitri di birra” e che “risulta legalmente ed economicamente indipendente da qualsiasi altro birrificio anche con riguardo alla circostanza che la stessa fabbrica abbia come finalità economica la realizzazione della propria birra e al fatto che non riceva, da altri soggetti obbligati, birra condizionata o non condizionata in regime di sospensione dall’accisa. La predetta fabbrica utilizza impianti fisicamente distinti da quelli di qualsiasi altro birrificio e non opera sotto licenza di utilizzo dei diritti di proprietà immateriale altrui in modo che la birra prodotta risulti esclusivamente da un processo di lavorazione integrato a partire dalla realizzazione del mosto”.

Uno degli aspetti su cui interviene il provvedimento è l’assetto del deposito fiscale. Questo “comprende i magazzini in cui sono detenute le materie prime amidacee, i locali in cui sono situati gli impianti e le apparecchiature per la produzione del mosto, i serbatoi e tutte le attrezzature necessari per la realizzazione della birra nonché i reparti di condizionamento e il magazzino della birra condizionata detenuta in regime sospensivo”. Il magazzino “è ubicato in un’area del deposito fiscale appositamente delimitata. La birra condizionata per la quale sia stata assolta la relativa accisa è detenuta al di fuori della delimitazione del deposito fiscale”. Nel deposito fiscale “è sempre installato, qualunque sia la capacità produttiva, un misuratore del mosto prodotto, collegato alle caldaie attraverso  tubazioni rigide e inamovibili e posto a valle di uno scambiatore di calore, appositamente dimensionato per consentire il raffreddamento del mosto dalle condizioni nominali delle caldaie fino alla temperatura nominale di 20° C”.

Altro punto importante del provvedimento è quello relativo all’accertamento del quantitativo prodotto, dal quale poi dipende l’applicazione dell’accisa (di cui parleremo subito dopo). “Per determinare i quantitativi di birra, ai fini dell’accertamento della produzione del microbirrificio, il depositario autorizzato provvede, al termine della fase del condizionamento, ad annotare nel registro” della birra condizionata “i medesimi quantitativi di birra condizionata con le modalità ivi previste e nel rispetto dei tempi stabiliti, cioè entro il giorno successivo a quello in cui avvengono le relative operazioni.

Ed eccoci al punto delle accise. “Sulla birra realizzata e condizionata nei microbirrifici e nelle piccole birrerie nazionali, è applicata, al momento dell’immissione in consumo nel territorio nazionale direttamente dai predetti impianti, l’aliquota ridotta di accisa qualora, nell’anno solare in corso, la produzione dell’impianto non risulti superiore a 10.000 ettolitri di birra”.

Infine, da evidenziare anche l’articolo relativo ai microbirrifici che operano senza detenere birra in sospensione di accisa. L’esercente il microbirrificio che ha espresso la volontà di non detenere presso il microbirrificio birra condizionata in sospensione di accisa, redige e custodisce il registro” della birra condizionata “provvedendo a riportare in esso i quantitativi di birra condizionata nonché tutti gli altri dati richiesti”. Inoltre, “ai fini della liquidazione dell’accisa sulla birra prodotta dai microbirrifici, la medesima è immessa in consumo a conclusione delle operazioni di condizionamento e contabilizzazione”, effettuata nella stessa giornata in cui avviene il condizionamento. La stessa birra è detenuta ad imposta assolta al di fuori della delimitazione del deposito fiscale. Per l’applicazione delle norme occorrerà attendere la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del testo. (Public Policy) FRA