Il punto sul Milleproroghe: l’aula slitta, bocciato il lodo Annibali

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ROMA (Public Policy) – Slittano (ed era previsto) i tempi dell’approdo nell’aula della Camera del decreto Milleproroghe: i lavori nelle commissioni Affari costituzionali e Bilancio dovrebbero chiudersi domani pomeriggio (oggi l’esame riprende alle 16), e a quel punto il testo andrebbe in assemblea venerdì. Dopo il via libera passerà al Senato, ed essendo in scadenza il 29 è molto probabile che verranno apportati cambiamenti solo alla Camera.

GLI EMENDAMENTI APPROVATI

Tra le modifiche approvate ieri, si segnalano vari emendamenti (Pd, Misto, Lega e FdI) dove si prevede che le attività ricettive turistico-alberghiere con oltre 25 posti letto avranno tempo fino al 31 dicembre 2021 per completare l’adeguamento alle disposizioni di prevenzione incendi. Prorogata fino al 2022 – grazie a una proposta dei relatori – la destinazione dei dividendi del Mef dell’Istituto per il Credito sportivo al Fondo speciale per la concessione dei contributi in conto interessi sui finanziamenti all’impiantistica sportiva.

Via libera anche ad una proposta del Governo su pubblicità, pubbliche affissioni e occupazione di spazi ed aree pubbliche: dal 2021 i tributi comunali verranno sostituiti da un canone unico. Dalle opposizioni, è passato un emendamento FdI che raddoppia – da 1 a 2 milioni – il Fondo per la rievocazione storica, mentre la maggioranza, con una proposta Pd, stanzia 500mila euro l’anno in più per la realizzazione del Piano per l’arte contemporanea. Semaforo verde anche a una proposta Iv che dispone più di mille assunzioni a tempo per i tirocinanti dell’amministrazione giudiziaria, con il fine di ridurre l’arretrato relativo ai procedimenti penali. L’emendamento a cui è stato dato l’ok, riformulato dai relatori, prevede l’assunzione per 12 mesi (ma non oltre il 31 dicembre 2020) di 1.095 persone da impiegare a livello amministrativo.

IL NODO PRESCRIZIONE

Per quanto riguarda il nodo prescrizione, che rischia addirittura di innescare una crisi di Governo, oggi pomeriggio è stato bocciato – 40 voti favorevoli e 49 contrari – il cosiddetto lodo Annibali, ovvero l’emendamento di Italia viva (a firma della deputata Lucia Annibali) che avrebbe rinviato di un anno l’entrata in vigore della riforma Bonafede. La proposta Iv ieri era stata ufficialmente sottoscritta anche dalla Lega. L’altro “lodo”, quello che porta il nome del premier Giuseppe Conte ed è la sintesi del compromesso raggiunto tra Pd, M5s e Leu (ma senza Iv) sulla prescrizione, non sarà inserito in un emendamento al Milleproroghe ma dovrebbe arrivare domani – tramite ddl – sul tavolo del Consiglio dei ministri, insieme alla riforma del processo penale. In sintesi, il Lodo Conte prevede che la prescrizione si bloccherà solo per i condannati in primo grado, mentre per gli assolti continuerà a decorrere; se il giudizio di appello trasformerà la condanna in un’assoluzione, un sistema di ricalcolo restituirà all’imputato i tempi di prescrizione perduti.

Già ieri la maggioranza aveva rischiato: ieri pomeriggio era stato infatti respinto il primo emendamento sulla prescrizione ma con una maggioranza più che risicata. Questo – a firma di Riccardo Magi (+Eu) – chiedeva il rinvio della riforma fino al 31 dicembre 2023. Italia viva ha votato insieme a +Eu, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega. La votazione è finita 42 a favore e 44 contrari. In sala Mappamonto alla Camera si è proceduto alla votazione con la singola chiama dei deputati per accertare il numero esatto di voti, iter inusuale durante il voto degli emendamenti. (Public Policy) PAM-SOR