ROMA (Public Policy) – Tra le criticità nei confronti dell’Italia, rilevate nel corso dell’ultima sessione, a Ginevra, sulla revisione periodica delle Nazioni Unite in merito ai diritti umani, ci sono: la mancata istituzione di una commissione nazionale indipendente per i diritti umani; carenze nelle politiche di accoglienza di immigrati e richiedenti asilo; la scarsa tutela di categorie vulnerabili; il preoccupante incremento di messaggi di istigazione all’odio razziale e religioso nella società italiana anche da parte di esponenti politici; le politiche nei confronti di rom e sinti. In tutto sono state formulate “186 raccomandazioni” e “sta emergendo un incremento nel numero delle raccomandazioni che vengono formulate”.
Non preoccupante, però, “in quanto altri Paesi europei – tipo la Germania – hanno avuto più raccomandazioni di noi” e molte sono “incoraggiamenti a continuare gli sforzi intrapresi”. Lo ha detto, durante un’audizione nella commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani, Gian Ludovico De Martino, presidente del Comitato interministeriale per i diritti umani.
L’ambasciatore è stato audito in merito alla procedura di revisione periodica delle Nazioni Unite (Universal Periodic Review – Upr), per l’esame della situazione dei diritti umani in tutti gli Stati membri. (Public Policy)
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