Dalla Tap al mercato tutelato: cosa (non) c’è nel contratto M5s-Lega

0
tap

di Francesco Ciaraffo

ROMA (Public Policy) – Che ne sarà della fine del mercato tutelato dell’energia? E dell’ecobonus? E la Tap? Se cercate risposte sul contratto di Governo messo a punto da Lega e M5s non ne troverete.

In realtà, il documento, ancora in bozza, dedica molto poco spazio al tema energia. Anzi, un vero e proprio capitolo manca. C’è quello su ‘Ambiente, green economy e rifiuti zero’, dove, tra l’altro, si sottolinea la centralità dell’economia circolare (“È necessario che ogni intervento del decisore politico si collochi in una strategia di economia circolare”, si legge).

E c’è anche un generico impegno su rinnovabili, una delle cinque stelle del Movimento,  ed efficienza energetica (“in tema di contrasto al cambiamento climatico sono necessari interventi per accelerare la transizione alla produzione energetica rinnovabile e spingere sul risparmio e l’efficienza energetica in tutti i settori”, prevede infatti la bozza).

Non manca nemmeno l’intento di spingere sulla riqualificazione energetica degli edifici pubblici. Ma nessun cenno, invece, alla volontà di mantenere l’ecobonus (il sistema di detrazioni per gli interventi di efficientamento nel settore privato che è stato prorogato fino al 31 dicembre 2018).

Nessun cenno a Tap, inoltre: il gasdotto che porterà gas azero sulle coste pugliesi e da sempre osteggiato dal Movimento 5 stelle.  Il tema, così come quello sulle grandi opere, era stato pubblicamente evidenziato dal leader della Lega, Matteo Salvini, come uno di quelli su cui c’era più disaccordo.

continua – in abbonamento

@fraciaraffo