Dall’edilizia ai contratti: la bozza del ddl delega Semplificazioni

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di Sonia Ricci

ROMA (Public Policy) – “Eliminare i provvedimenti autorizzatori, gli adempimenti e le misure incidenti sulla libertà di iniziativa economica ritenuti non indispensabili, fatti salvi quelli imposti dalla normativa dell’Unione europea o a tutela di principi e interessi costituzionalmente rilevanti”. Questo uno dei criteri di delega contenuta nella bozza di ddl delega Semplificazioni – di cui Public Policy ha preso visione – che punta a rivedere le norme, i codici e i testi unici in vigore in Italia. L’obiettivo del provvedimento è quello di ‘sfoltire’ le norme, renderle più omogenee e di facilitare il linguaggio utilizzato.

La razionalizzazione complessiva delle norme riguarda 11 diversi settori: agricoltura, agroalimentare e turismo; attività economiche e sviluppo economico; comunicazioni e società dell’informazione; edilizia, urbanistica e governo del territorio; energia e fonti rinnovabili; infrastrutture e trasporti; istruzione, università, alta formazione artistica musicale e coreutica e ricerca; lavoro e legislazione sociale, con particolare riferimento alla disciplina del rapporto di lavoro privato, degli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro e in caso di sua cessazione, della previdenza dei lavoratori del settore pubblico e privato e delle politiche sociali; prevenzione della corruzione, obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni; sistema tributario; tutela della salute.

Per tutti questi temi si punta a “organizzare” le rispettive norme “per settori omogenei” o “per specifiche attività”. Non solo, tra i criteri di delega c’è la “semplificazione del linguaggio”, i moduli unici (già rivisti con la riforma Madia).

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@ricci_sonia