Energia, cosa prevede il regolamento Ue sulle reti

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ROMA (Public Policy) – Allineare gli obiettivi e le disposizioni sulle reti transeuropee dell’energia ai nuovi target energetici e climatici dell’Unione per il 2030 e il 2050, agli ultimi sviluppi tecnologici, garantendo anche l’integrazione del mercato, la competitività e la sicurezza dell’approvvigionamento. È questo, in sintesi, l’obiettivo contenuto nella proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sugli orientamenti per le infrastrutture energetiche transeuropee. La nuova proposta abroga anche il regolamento precedente, il 347 dell 2013, cosidetto Rte.

La scorsa settimana l’atto Ue è stato esaminato dalla commissione Industria al Senato (il relatore è Gianni Girotto, M5s).

Come ricordato durante l’incadinamento del progetto unionale il regolamento di cui si prevede l’abrogazione, quello del 2013, “ha fissato le norme per lo sviluppo e per l’interoperabilità delle reti transeuropee dell’energia, al fine di conseguire gli obiettivi della politica energetica dell’Ue. In particolare, ha introdotto un nuovo approccio alla pianificazione infrastrutturale transfrontaliera, basato sulla cooperazione regionale tra i portatori di interessi, per individuare e contribuire all’attuazione dei Progetti di interesse comune (Pic) e ha stabilito le condizioni per accedere ai finanziamenti del meccanismo per collegare l’Europa (Cef, connecting europe facility)”.

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IAC