Ma all’Ispra piace la riforma delle agenzie ambientali?

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di Fabio Napoli

ROMA (Public Policy) – La proposta di legge di riforma delle agenzie ambientali, che è approdata in terza lettura all’esame dell’aula della Camera in discussione generale, si avvia questa settimana ad essere approvata in via definitiva, dopo circa 3 anni dall’inizio del suo iter parlamentare.

Il provvedimento, in sintesi, istituisce il Sistema nazionale delle agenzie ambientali “al fine di assicurare omogeneità ed efficacia all’esercizio dell’azione conoscitiva e di controllo pubblico della qualità dell’ambiente – come si nelle nel testo – a supporto delle politiche di sostenibilità ambientale e di prevenzione sanitaria a tutela della salute pubblica”.

La riforma istituisce i Livelli essenziali delle prestazioni tecniche ambientali (Lepta) e la rete informativa nazionale ambientale denominata Sinanet.

L’Ispra (l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) – tra le altre cose – avrà funzioni di indirizzo e coordinamento del nuovo sistema, il cui organo direttivo sarà il Consiglio del sistema nazionale. A presiedere questo organo, che dovrà “promuovere” e “indirizzare” lo sviluppo coordinato delle attività del Sistema, sarà il presidente dell’Ispra.

Per Bernardo De Bernardinis, presidente dell’Ispra dal 2010, con questa legge le imprese “potranno contare su una fonte ufficiale e omogenea sul territorio nazionale di informazione, monitoraggio, analisi e valutazione ambientale”, anche se – ha spiegato parlando a Public Policy – la clausola di invarianza finanziaria aggiunta dal Senato “potrebbe portare a una difficoltà nell’implementazione dei Lepta“.

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