La mozione di sfiducia della Lega contro Gualtieri

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ROMA (Public Policy) – Al Senato il gruppo della Lega ha depositato la mozione di fiducia nei confronti del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri (nella foto). L’atto, che si concentra sul Mes e le politiche comunitarie per fronteggiare il coronavirus, è a prima firma del leader Matteo Salvini.

“L’articolo 5 della Legge 234 del 2012 afferma al primo comma che ‘il Governo informa tempestivamente le Camere di ogni iniziativa volta alla conclusione di accordi tra gli Stati membri dell’Unione europea che prevedano l’introduzione o il rafforzamento di regole in materia finanziaria o monetaria o comunque producano conseguenze rilevanti sulla finanza pubblica‘, specificando al terzo comma che ‘Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche nel caso di accordi conclusi al di fuori delle disposizioni del Trattato sull’Unione europea e del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea nonché in caso di modifica di precedenti accordi'”, scrive la Lega nella propria mozione di sfiducia.

Il 18 marzo 2020, a seguito dell’annuncio da parte della Bce del lancio del piano Pepp (Pandemic emergency purchase programme), “fonti di stampa riportavano che a livello europeo si stava comunque pensando di fronteggiare l’emergenza con strumenti concepiti ad altri scopi, quali il Meccanismo europeo di stabilità“, aggiungono. “Nel dibattito successivo esponenti politici di maggioranza e di opposizione evidenziavano che l’uso del Mes, nato per aiutare Paesi che avessero perso accesso al mercato, presentava diverse criticità per il nostro Paese, fra cui quella di essere sottoposto a rigide condizioni, fra l’altro modificabili a maggioranza qualificata in seno al Consiglio Europeo su proposta delle istituzioni”.

“l 20 marzo 2020 il ministro Gualtieri veniva invitato con una lettera a riferire la posizione del Governo su queste iniziative, ai sensi del citato articolo 5 della legge 234. Il ministro – aggiunge il Carroccio – si sottraeva a questo invito, limitandosi ad esprimere in sedi informali la sua personale posizione, che a margine dell’ultimo Eurogruppo veniva così riassunta nell’impegno di: ‘mettere sul tavolo i coronabond e di esser giunti ad un accordo per un Mes senza condizionalità’”.

“Oltre a non riflettere il mandato esplicitamente espresso in numerose occasioni da esponenti di maggioranza e di opposizioni a non includere il Mes tra gli strumenti idonei alla gestione della crisi – si legge nella mozione – questa posizione è smentita dall’esito dell’Eurogruppo. il comunicato del 9 aprile 2020 specifica infatti che i ministri partecipanti all’Eurogruppo propongono l’utilizzo delle esistenti linee di credito a condizionalità rafforzata (Eccl), per prestiti condizionati alla copertura delle sole spese sanitarie dirette o indirette, a concorrenza del 2% del Pil dello Stato che ne fa richiesta, e fatto impregiudicato il quadro normativo esistente una volta terminata l’emergenza. gli altri strumenti avallati in quella sede dal ministro Gualtieri, quali il ricorso alla Banca Europea degli Investimenti (Bei), e il Sure (Support to mitigate the unemployment risk in an emergency), presentano anch’essi criticità evidenziate da numerosi esponenti politici di maggioranza e opposizione, e anch’essi non sono stati sottoposti a un doveroso scrutinio parlamentare”.

Nelle conclusioni del presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, ad esito del Consiglio Europeo del 23 aprile 2020, “si afferma che è stato ‘approvato l’accordo sulle tre importanti reti di sicurezza per i lavoratori, le imprese e gli enti sovrani‘, come definito nella citata riunione dell’Eurogruppo in formato inclusivo del 9 aprile 2020″.

“Visto l’esito estremamente insoddisfacente dei negoziati cruciali relativi al sostegno finanziario del paese nell’emergenza Covid 19” la Lega chiede al Senato di esprimere “la propria sfiducia al ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, e lo impegna a rassegnare immediatamente le proprie dimissioni”.  (Public Policy) SOR