ROMA (Public Policy) – In commissione Ambiente alla Camera prosegue l’iter del dl Maltempo recante “Interventi urgenti per fronteggiare l’emergenza provocata dagli eccezionali eventi meteorologici che, a partire dal giorno 18 gennaio 2026, hanno colpito il territorio della regione Calabria, della regione autonoma della Sardegna e della Regione siciliana, nonché ulteriori misure urgenti per fronteggiare la frana di Niscemi e di protezione civile”. Nella settimana appena trascorsa, è scaduto il termine per la presentazione degli emendamenti.
Tra le proposte emendative presentate, due identiche di Forza Italia (prima firmataria Erica Mazzetti) e Movimento 5 stelle (Luciano Cantone) chiedono che “al fine di garantire la continuità delle attività economiche e produttive nei territori colpiti, una quota non inferiore al 40% delle risorse” stanziate (90 milioni per il 2026 e 25 milioni per il 2027) sia “destinata al ristoro dei danni subiti dalle imprese, comprese quelle del commercio, del turismo e dei servizi”. Le risorse stanziate dal decreto, si ricorda, sono destinate a “fare fronte ai danni occorsi al patrimonio privato e alle attività economiche e produttive” senza precisazione di una suddivisione percentuale tra i due ambiti. Tre identici emendamenti presentati da Lega, Forza Italia e Movimento 5 stelle prevedono invece che “alle imprese danneggiate” sia “riconosciuta, su richiesta, un’anticipazione fino al 30% dei contributi concedibili, sulla base di perizia asseverata del danno subito”.
Alcuni emendamenti presentati da Lega, Pd, Forza Italia, Movimento 5 stelle e Italia viva chiedono di “sospendere anche i termini per il versamento dell’imposta municipale propria (Imu), della tassa sui rifiuti (Tari) e degli altri tributi locali tra quelli per i quali opera la sospensione fino al 30 aprile 2026 per i soggetti che erano residenti, oppure avevano sede legale od operativa, in immobili danneggiati situati nei comuni interessati dagli eventi metereologici che hanno colpito i territori della Calabria, della Sicilia e della Sardegna”.
Con altri emendamenti, si chiede però anche di prorogare il periodo di sospensione dei termini per gli adempimenti e versamenti tributari e contributivi, attualmente fissato al 30 aprile prossimo.
Noi moderati e Movimento 5 stelle chiedono uno stop fino al 31 dicembre 2026, mentre con altri emendamenti Azione, Lega, Pd, Forza Italia, M5s e Avs propongono una proroga della sospensione fino al 30 giugno 2026 e aggiungono che “il ministero dell’Interno eroga anticipazioni di liquidità ai Comuni che lo richiedono in relazione alla sospensione di termini di pagamento dell’Imposta municipale propria (Imu)”.
M5s e Noi moderati propongono anche di prevedere che i versamenti siano effettuati “in unica soluzione entro il 30 giugno 2027, o mediante rateizzazione, senza applicazione di sanzioni e interessi, fino ad un massimo di 24 rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 30 giugno 2027”.
Proposte analoghe arrivano anche da Pd, Forza Italia, Lega e Iv, che fissano al 10 dicembre 2026 il termine entro il quale effettuare i versamenti in un’unica soluzione “ovvero in 60 rate mensili di pari importo, con scadenza della prima rata il 10 dicembre 2026”. Un emendamento della Lega aggiunge che “il mancato pagamento di due rate, anche non consecutive” da parte delle pmi “comporta la decadenza dal beneficio della rateizzazione e l’iscrizione a ruolo delle somme residue”. E, ancora, un emendamento di Noi moderati propone di prorogare la sospensione al 31 dicembre 2026 per le imprese con sede operativa nel territorio di Niscemi.
Esentare i fabbricati inagibili “ubicati nei territori dei Comuni interessati dagli eventi meteorologici verificatisi a partire dal 18 gennaio 2026” dall’imposta municipale propria (Imu) “a decorrere dalla rata scadente il 16 giugno 2026 e fino alla definitiva dichiarazione di agibilità dei fabbricati stessi e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2027” è la proposta contenuta in alcuni emendamenti presentati da Azione, Lega, Movimento 5 stelle e Pd, che aggiungono come entro il 10 maggio dovranno essere stabiliti, con apposito decreto del ministro dell’Interno (di concerto con il Mef e sentita la Conferenza Stato-Città) “i criteri e le modalità per il ristoro ai Comuni interessati del minor gettito connesso all’esenzione”.
“Al fine di assicurare ai Comuni interessati continuità nello smaltimento dei rifiuti solidi urbani”, inoltre, gli emendamenti puntano a istituire un Fondo al Viminale da 14 milioni di euro per il 2026 “per sopperire ai maggiori costi affrontati o alle minori entrate registrate a titolo di Tari-tributo o di Tari-corrispettivo”.
In due emendamenti presentati da Lega (prima firmataria Elisa Montemagni) e Forza Italia (primo firmatario Giuseppe Castiglione) si prevede invece che “in presenza di ragioni oggettive che impediscono la conclusione della procedura selettiva di affidamento delle concessioni demaniali marittime per l’esercizio delle attività turistico-ricreative e sportive entro i termini” del 30 settembre 2027 “connesse agli eventi meteorologici verificatisi a partire dal 18 gennaio 2026, con riferimento ai Comuni interessati dai medesimi eventi meteorologici, l’autorità competente, con atto motivato, differisce il termine di scadenza delle concessioni in essere per il tempo necessario al completamento delle azioni di ripristino dell’ambiente costiero danneggiato, nonché degli impianti, dei manufatti e dei beni materiali danneggiati e asserviti alla concessione e, comunque, non oltre il 30 settembre 2033”. (Public Policy) GIS
(foto cc Palazzo Chigi)





