Pensioni d’oro, il testo: come saranno ricalcolati gli assegni

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di Francesco Ciaraffo

ROMA (Public Policy) – Dal 1° gennaio del prossimo anno “i trattamenti pensionistici pari o superiori a 90mila euro lordi annui, liquidati a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, delle forme sostitutive, esclusive ed esonerative dell’assicurazione generale obbligatoria, sono ricalcolati riducendo le quote retributive alla risultante del rapporto tra il coefficiente di trasformazione relativo all’età dell’assicurato al momento del pensionamento, e il coefficiente di trasformazione corrispondente all’età prevista per il pensionamento di vecchiaia”. Lo si legge nella pdl Pensioni d’oro presentata dalla maggioranza in commissione Lavoro alla Camera.

La rideterminazione degli assegni “si applica anche ai trattamenti pensionistici diretti aventi decorrenza anteriore alla data del 1° gennaio 2019”. In questi casi, chiarisce la pdl, le quote retributive sono ridotte alla risultante del rapporto tra il coefficiente di trasformazione vigente al momento del pensionamento relativo all’età dell’assicurato alla stessa data e il coefficiente di trasformazione corrispondente all’età per ciascun anno di decorrenza della pensione. Nel caso in cui l’età alla decorrenza del trattamento sia superiore a 65 anni, deve essere utilizzato il coefficiente di trasformazione relativo a quell’età. Per le pensioni con decorrenza prima del 1° gennaio 1996, alla data di pensionamento si applicano i coefficienti di trasformazione in vigore fino al 31 dicembre 2009.

E ancora, nel caso in cui alla decorrenza del trattamento pensionistico l’età sia inferiore a 57 anni, è utilizzato il coefficiente di trasformazione relativo a quell’età. Se invece il pensionato è titolare di più pensioni, il ricalcolo va applicato alle quote retributive del reddito pensionistico complessivo lordo superiore a 90.000 euro annui. I risparmi ottenuti dalla misura saranno indirizzati a un fondo da istituire al ministero del Lavoro. Sarà un decreto dello stesso ministero a stabilire le modalità di attuazione e di gestione del Fondo. Le risorse dovranno comunque essere destinate ad aumentare le pensioni minime e le pensioni sociali fino alla capienza dei risparmi ottenuti.

La pdl chiarisce ancora che il ricalcolo “non può in alcun caso comportare un ammontare del trattamento pensionistico o degli assegni vitalizio inferiore a 4.500 euro netti mensili, nonché perequazioni”. La pdl contiene poi una norma per “rimediare alla disparità di trattamento riportando ad un regime di equità l’applicazione del calcolo della base imponibile a fini pensionistici, attualmente più favorevole ai lavoratori delle organizzazioni sindacali”. La disposizione prevede che gli emolumenti e le indennità corrisposti per lo svolgimento di attività sindacale sono riconducibili alla quota pensionabile corrispondente all’importo del trattamento pensionistico relativo alle anzianita’ contributive.

Sono escluse dal ricalcolo le pensioni di invalidità, i trattamenti pensionistici di invalidità, i trattamenti pensionistici riconosciuti ai superstiti e i trattamenti riconosciuti a favore delle vittime del dovere o di azioni terroristiche. (Public Policy)

@fraciaraffo