Pesca, cosa contengono le proposte (con deleghe) all’esame della Camera

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ROMA (Public Policy) – Incentivare l’incremento e una gestione razionale e sostenibile delle risorse ittiche e sostenere l’acquacoltura e la pesca marittima professionale e ricreativa. Delegando al Governo l’adozione di un testo unico per il riordino e la semplificazione dell’intera normativa.

È questo, in sintesi, l’obiettivo di tre proposte di legge (di Lega, Pd e M5s) incardinate la settimana scorsa in commissione Agricoltura a Montecitorio. Il relatore è Lorenzo Viviani (Lega).

Vediamo, nel dettaglio, il contenuto dei progetti legislativi di cui due (quelli di M5s e Pd), come ricordato dal relatore, replicano il contenuto di un testo unificato adottato nella scorsa legislatura e il cui iter era stato interrotto al Senato dopo il prima via libera di Montecitorio.

PRINCIPI E CRITERI DIRETTIVI DELEGHE

Tra i principi e i criteri direttivi della delega contenuta nelle pdl si prevede: ricognizione e abrogazione espressa di disposizioni abrogate implicitamente, eliminazione di duplicazioni e incongruenze, coordinamento e adeguamento della normativa nazionale con quella internazionale ed europea.

La pdl della Lega, a prima firma dello stesso relatore, prevede anche la possibilità di modificare o estendere l’operatività delle navi da pesca, nel rispetto delle esigenze di salvaguardia della salute e della sicurezza della vita umana in mare, e l’adeguamento al regolamento per l’esecuzione del codice della navigazione marittima.

I criteri comuni, in ogni caso, sono: sostenere il reddito degli operatori della pesca marittima in tutti i casi di sospensione dell’attività di pesca; favorire la tutela dei livelli occupazionali e individuare forme alternative di impiego degli operatori della pesca, anche all’interno di progetti pubblici partecipati, in caso di sospensione obbligatoria dell’attività.

Le proposte recano anche una delega all’esecutivo in materia di politiche sociali nel settore della pesca professionale.

In particolare, le proposte Pd e M5s vogliono riformare il sistema degli interventi compensativi a favore degli operatori della pesca nell’ambito delle risorse assegnate dal Feamp, il fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, mentre la proposta del Carroccio delega l’esecutivo ad estendere al settore della pesca professionale le forme di integrazione salariale previste per i lavoratori agricoli istituendo un fondo ad hoc per la pesca con una dotazione di 4,5 milioni di euro annui dal 2019.

FONDO SVILUPPO FILIERA ITTICA E DISTRATTI PESCA

Le pdl Pd e M5s stabiliscono l’istituzione al ministero per le Politiche agricole di un fondo ad hoc per lo sviluppo della filiera ittica, con una dotazione finanziaria di 3 milioni di euro.

Il fondo è destinato alla stipula di convenzioni con le associazioni nazionali di categoria o con i consorzi, a promuovere la ricerca scientifica e tecnologica applicata alla pesca marittima e a favorire campagne di educazione alimentare dei prodotti della pesca. E, ancora, a prevedere interventi per migliorare l’accesso al credito e programmi di formazione professionale per chi opera nella filiera ittica.

Modificata anche la normativa vigente sui distretti di pesca, da istituire con apposito dm. I distretti sono costituiti, oltre a quelli già riconosciuti dalle regioni, da sistemi produttivi locali, definiti per aree marine omogenee dal punto di vista ecosistemico, sentite le regioni interessate.

DA CENTRI ASSISTENZA PER SVILUPPO PESCA E ACQUACOLTURA A PESCA SPORTIVA

Sempre le pdl Pd e M5s prevedono l’istituzione dei Casp, i centri di assistenza per lo sviluppo della pesca e dell’acquacoltura chiamati a svolgere compiti di assistenza tecnico-amministrativa agli operatori della pesca.

In materia di prodotti della pesca, ancora, si stabilisce che un decreto del Mipaaft individui le caratteristiche tecniche e le certificazioni di cassette standard che gli operatori del settore hanno la facoltà di utilizzare, nonché le specie ittiche per le quali possono essere utilizzati.

E per le informazioni relative ai prodotti si dovrà utilizzare un codice a barre o un Qr-code come strumento di identificazione.

Ancora con dm dicasteriale si dovranno perimetrare le attività di pesca-turismo e ittiturismo mentre il riordino della normativa in materia di pesca sportiva è affidato ad un dlgs. Proprio su quest’ultimo punto il relatore ha manifestato nel corso dell’incardinamento delle proposte le proprie perplessità, rilevando come si tratti di un settore completamente differente rispetto alla pesca professionale e proponendo l’espunzione della delega sulla pesca sportiva.

ETICHETTATURA PRODOTTI ITTICI

La proposta della Lega, invece, si incentra su misure in parte differenti. Tra le novità più rilevanti, però, si prevede una modifica al regolamento per l’esecuzione del codice della navigazione per stabilire che il marinaio autorizzato alla pesca possa assumere il comando di navi di stazza lorda non superiore a 200 tonnellate addette alla pesca mediterranea in qualsiasi zona, in modo da adeguare i limiti di abilitazione del personale imbarcato alle nuove tecnologie di ausilio alla navigazione installate a bordo delle navi da pesca.

Sull’etichettatura dei prodotti ittici, invece, si prevede che, per tutelare la trasparenza delle operazioni commerciali e il diritto alla piena informazione del consumatore, sui prodotti della pesca e dell’acquacoltura sia indicata la data di cattura del pesce, se prodotti della pesca, o di raccolta, se prodotti dell’acquacoltura, con un contrassegno o un’etichetta chiari e inequivocabili, in modo che il consumatore possa avere un dato oggettivo per percepire la reale freschezza del pesce che acquista.

MISURE FISCALI E AMMINISTRATIVE

Tutte le pdl prevedono per la pesca l’esenzione dall’imposta di bollo per le domande, gli atti e la documentazione finalizzati alla concessione di aiuti dell’Ue e nazionali.

Previste, nella pdl del Carroccio, anche nuove norme in materia di tassa di concessione governativa per le licenze di pesca e per la determinazione dei canoni per le concessioni demaniali per la pesca e l’acquacoltura.

Le proposte Pd e M5s sul punto, invece, delegano il Governo. Tra i criteri direttivi principali ci sono: la necessità che  il sistema di rilascio e di rinnovo delle concessioni deve essere impostato in modo da incentivare gli investimenti anche a lungo termine; la previsione di  termini congrui di durata delle licenze rapportati all’ammortamento degli investimenti; la definizione di una diversificazione dell’ammontare delle licenze di pesca.

TONNO ROSSO

Tutte le proposte di legge si occupano anche della pesca di tonno rosso.

In particolare, si prevede che per il prossimo triennio ogni eventuale incremento annuo delle quote di tonno rosso assegnato all’Italia rispetto al riparto già previsto per il triennio 2015-2017 sia ripartito, per almeno il 30%, esclusivamente fra i sistemi di pesca del tipo circuizione, palangaro e tonnara fissa, e fino ad un massimo del 70% alla pesca accidentale o accessoria, compresa la piccola pesca.

La proposta della Lega prevede invece che il contingente assegnato all’Italia sia ripartito, per una quota complessiva di non più del 30% fra i sistemi di pesca del tipo circuizione, palangaro e tonnara fissa, e per il restante 70% alla pesca accidentale o accessoria, compresa la piccola pesca.

Si prevede inoltre che, entro 30 giorni dall’approvazione del regolamento dell’Ue attuativo delle raccomandazioni adottate dalla Commissione internazionale per la conservazione dei tonni atlantici, il Mipaaft, con decreto di natura non regolamentare, provveda a ripartire tra i vari sistemi di pesca la quota di cattura di tonno rosso assegnata annualmente all’Italia, riservando un contingente specifico alla pesca ricreativa e sportiva.

SANZIONI E CONTRASTO BRACCONAGGIO

Nei progetti di legge ci sono anche nuove norme in materia di sanzioni su pesca e acquacoltura e contrasto al bracconaggio interno.

In particolare, tra le novità principali, si prevede che per alcune violazioni previste nel dlgs 4 del 2012 commesse con un’imbarcazione non espressamente autorizzata all’esercizio della pesca marittima professionale sia sempre disposta nei confronti dei trasgressori la sospensione dell’iscrizione nel registro dei pescatori, per un periodo variabile e fino a 3 mesi.

In via generale, si prevede una ridefinizione complessiva dei meccanismi sanzionatori previsti nel dlgs 4 del 2012 in quanto, in taluni casi, eccessivi. Ad esempio, in merito alle sanzioni accessorie relative agli illeciti amministrativi concernenti il tonno rosso e il pesce spada viene previsto che la sospensione della licenza di pesca avvenga solo in caso di recidiva, cui può seguire la revoca, in caso di ulteriori successive violazioni (a legislazione vigente invece, è previsto che, a fronte di tali violazione, è sempre disposta la sospensione della licenza di pesca per un periodo da 3 a 6 mesi e, in caso di recidiva, la revoca della licenza).

Infine, sul bracconaggio, si stabilsce che gli agenti accertatori, oltre a procedere all’immediata confisca del pescato e di strumenti e attrezzi utilizzati come già previsto a legislazione vigente, non procedano più sempre al sequestro e alla confisca dei natanti e dei mezzi di trasporto e di conservazione del pescato ma solo qualora la violazione sia compiuta da soggetti che, pur tenuti, siano privi della prescritta licenza di pesca, o, in caso di recidiva, da soggetti titolari di licenza di pesca. (Public Policy) IAC