Pillole di Def: dalle privatizzazioni alla riforma della concorrenza

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ROMA (Public Policy) – Per il triennio 2018-2020 il Governo conferma che le dismissioni del patrimonio immobiliare pubblico sono stimate complessivamente in 690 milioni per il 2018, 730 milioni per il 2019 e 670 milioni per il 2020. L’impatto sul Pil stimato è dello 0,3%. Lo si legge nella bozza di Documento di economia e finanzaProgramma nazionale di riforma – approvato in Cdm e di cui Public Policy ha preso visione.

Nel triennio 2015-2017 gli introiti dalla vendita degli immobili di proprietà pubblica sono ammontati a 2,55 miliardi, di cui 79 milioni per immobili delle amministrazioni centrali, 1,75 miliardi per immobili degli enti Locali e 721 milioni per immobili degli enti previdenziali.

LA RIFORMA PA

Le riforme degli ultimi anni che hanno riguardato la Pubblica amministrazione avranno un impatto sul Pil in cinque anni dello 0,5%. In dieci anni dell’8%, mentre nel lungo periodo l’effetto complessivo stimato è di circa l’1,2%.

LA RIFORMA DELLA CONCORRENZA

Nei prossimi cinque anni la riforma della concorrenza dovrebbe avere un impatto sul Pil dello 0,2%, in dieci anni dello 0,5 e sul lungo periodo dell’1%.

IL PIANO INDUSTRIA 4.0

Gli interventi previsti dal piano “Industria 4.0”, in cinque anni, potrebbero avere un impatto sul Pil dell’1,2% del Pil.

Il Governo Gentiloni, inoltre, prevede che in dieci anni l’impatto potrebbe arrivare all’1,9% e, sul lungo periodo, al 4,1%. Nel dettaglio, gli interventi riguardano gli investimenti innovativi (0,6% in cinque anni), formazione (0,1%), finanza per la crescita (0,5%), fondi di investimento (0,3%) e altri interventi (0,2%).

PAREGGIO DI BILANCIO E DEBITO/PIL

“L’indebitamento netto tendenziale è stimato all’1,6% per il 2018; riflette un’accelerazione del processo di riduzione del deficit e un aggiustamento strutturale dello 0,1%. La prosecuzione del percorso di riduzione del disavanzo negli anni successivi porterà al conseguimento di un sostanziale pareggio di bilancio nel 2020-2021 e all’accelerazione del processo di riduzione del rapporto debito/Pil, che si porterebbe al 122% del Pil nel 2021”.

Lo scrive il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, nella premessa al Def.

“Va sottolineato – scrive Padoan – che i saldi di bilancio previsti per il 2019 e il 2020 sono leggermente migliori rispetto a quanto proiettato nella Nota di aggiornamento del Def del settembre scorso. L’indebitamento netto scenderebbe infatti allo 0,8% del Pil nel 2019 e sarebbe seguito dal pareggio di bilancio nel 2020 e da un surplus dello 0,2 per cento del Pil nel 2021”.

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SOR-VIC