La prima ‘risposta’ del Governo M5s-Lega sulla vicenda Regeni

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ROMA (Public Policy) – “Alla ferma domanda di verità il Governo italiano ha associato un dialogo e un confronto sull’intero spettro dei rapporti tra Italia ed Egitto; tutte le articolazioni governative si attengono a questo principio, che permea l’insieme dei rapporti bilaterali. I risultati ottenuti negli ultimi mesi, per quanto ancora certamente parziali, e pur necessitando di un prosieguo della collaborazione giudiziaria, dimostrano la perdurante validità di tale approccio. È convinzione di questo Governo che il graduale rafforzamento del dialogo bilaterale con le autorità egiziane consentirà di ottenere nuovi e importanti progressi nella cooperazione tra organi investigativi sul caso Regeni”.

A dirlo è stato il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano (M5s) rispondendo in commissione Affari esteri alla Camera ad una interrogazione a prima firma Federico Fornaro (Leu).

Di Stefano ha sottolineato “la determinazione del Governo italiano a sostenere la cooperazione giudiziaria in corso tra le Procure di Roma e del Cairo per fare piena luce su quanto accaduto al nostro giovane ricercatore. L’impostazione cui si attiene il Governo è – ha detto – quella espressa dal presidente della Repubblica nel messaggio inviato al presidente al Sisi (nella foto; Ndr) in occasione della sua rielezione lo scorso 2 aprile, nel quale la domanda di verità e giustizia viene ribadita, sollecitando seguiti coerenti con l’impegno, assunto dal vertice politico egiziano, a raggiungere ‘risultati definitivi'”.

L’arrivo dell’ambasciatore Cantini a Il Cairo il 14 settembre 2017 ha consentito di portare avanti una assidua azione di sensibilizzazione nei confronti delle autorità egiziane, a tutti i livelli, che allo stallo nelle indagini dell’anno e mezzo precedente ha fatto seguire risultati positivi, non scontati – ha proseguito il sottosegretario – La costituzione in giudizio dei legali egiziani della famiglia Regeni, la consegna del fascicolo d’indagine (decisione senza precedenti) e l’esame congiunto dei video della metropolitana avvenuto pochi giorni fa – sulla base di una tabella di marcia concordata tra l’ambasciatore Cantini e il procuratore generale egiziano Sadek, che prevede ulteriori attività di indagine per le prossime settimane – non sarebbero stati possibili senza la continua interlocuzione con le controparti egiziane. Non vi sono incongruenze in questa linea d’azione”.

“Sulla base di queste direttrici di azione, il Governo italiano intende proseguire nell’impegno a fare luce sull’uccisione di Giulio Regeni, e mantenere alta l’attenzione sulla situazione dei diritti umani in Egitto”, ha concluso Di Stefano. (Public Policy) NAF