Resocónto – Poi getta la spugna con gran dignità

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di Gaetano Veninata

ROMA (Public Policy) – Gliela faranno vedere loro, ad Amato e alla Consulta. Ah sì, ora li sentiranno. Non vi piacciono come sono scritti i referendum su cannabis e fine vita? Ve li riscrivono loro, vedrete. E altro che incostituzionalità, il Parlamento è sovrano, troverà la sintesi perfetta, sui diritti non si scherza.

Ecco, già ne parlano, me lo sento, anzi li sento, sento una senatrice chiedere di parlare. Gongolo di gioia.

Luisa Angrisani (Misto): “Domando di parlare”.

Ignazio La Russa (presidente di turno): “Su cosa, senatrice?”

Angrisani: “Il caffè espresso napoletano, presidente”.

La Russa: “Ne ha facoltà”.

Angrisani: “Signor Presidente, cari colleghi e care colleghe, ho accolto con gioia e soddisfazione la proposta della Giunta della Regione Campania e del ministero delle Politiche agricole di far rientrare il caffè espresso napoletano nel patrimonio immateriale dell’Unesco […] Dietro un semplice caffè vi è un rito, un processo che va dalla coltivazione alla lavorazione, per poi finire su un tavolo di una famiglia, sul bancone di un bar o in una tazza di cordialità passata al vicino di casa dal balcone. È quindi, a pieno titolo, una filosofia di vita.

Come tutti sapranno, anche Trieste aveva presentato una propria candidatura al ministero. […] A un certo punto vi è stato uno scontro tra i sostenitori della tradizione napoletana e i grandi marchi di torrefazione del Nord, era stato tutto rimandato a quest’anno, sperando di trovare un accordo di intesa tra le parti. Così la proposta della Regione Campania è dovuta confluire nella candidatura unica che ha presentato l’Italia […] Ma le due candidature avevano delle differenze sostanziali: la candidatura napoletana rispettava pienamente i criteri Unesco, in quanto valorizzava non un prodotto, bensì una cultura, una tradizione, delle abitudini sociali e la convivialità. Erano requisiti più aderenti a ciò che richiede l’Unesco e che mancano nella proposta di Trieste […] Pertanto, ritengo che al caffè napoletano sia stata scippata la legittima candidatura.

La Russa: “Devo dire che, se anche la candidatura non passasse, ci hanno pensato prima Murolo e De André a dire: ‘Ah, che bell’ ‘o cafè, pure in carcere ‘o sanno fa‘.

E dal Senato è tutto. (Public Policy)

@VillaTelesio