Bollette, verso il Cdm: sul tavolo il gas nazionale e le rinnovabili

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di Francesco Ciaraffo

ROMA (Public Policy) – Un intervento a due strade: da una parte una spinta alla produzione nazionale di gas, dall’altra un’ulteriore accelerazione sulle rinnovabili.

Il cantiere per il nuovo intervento del Governo sulle bollette è aperto e si punta a chiuderlo in settimana, precisamente domani quando dovrebbe essere convocato un nuovo Cdm. All’ordine del giorno dovrebbe esserci un ennesimo provvedimento per calmierare il prezzo di luce e gas.

Gli aumenti di luce e gas non sembrano infatti frenare. Una dinamica confermata martedì da Arera: “Pur con gli interventi straordinari da parte del Governo, nel primo trimestre 2022 sul primo trimestre 2021 si è registrato un aumento del 131% per il cliente domestico tipo di energia elettrica (da 20,06 a 46,03 centesimi di euro/kWh, tasse incluse) e del 94% per quello del gas naturale (da 70,66 a 137,32 centesimi di euro per metro cubo, tasse incluse)”, ha detto Stefano Besseghini, presidente dell’Autorità per l’energia, in audizione in commissione Industria al Senato.

Per questo, come detto, continua il lavoro del Governo. Mercoledì, in mattinata, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Roberto Garofoli ha incontrato l’ad di Eni, Claudio Descalzi, il ministro dell’Economia, Daniele Franco, e il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani. Sul tavolo ci sarebbe una spinta alla produzione nazionale di gas da consegnare poi alle imprese gasivore a prezzi calmierati. Operazione comunque non facilissima da concludere vista la difficoltà tecnica nel potenziamento dei pozzi nel breve termine.

Un’altro capitolo del provvedimento riguarderà poi le rinnovabili. Il Mite spinge per ulteriori semplificazioni sia per le installazioni private, sia per quanto riguarda gli impianti della Pa.

C’è poi la voce oneri di sistema e Iva. Su questa, però, rimangono molte incertezze. Il Governo è già intervenuto più volte sterilizzando gli oneri di sistema, misura in vigore al momento fino alla fine del primo trimestre dell’anno e con la riduzione al 5% dell’Iva relativa alla somministrazione del gas. Un intervento simile potrebbe essere riproposto, ma rivedendo le platee dei beneficiari. Per esempio, potrebbe essere ampliato il campo di applicazione dei bonus sociali.  (Public Policy)

@fraciaraffo