Riforma prescrizione e ‘Spazzacorrotti’: perché piacciono all’Europa

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BRUXELLES (Policy Europe / Public Policy) – “Una riforma benvenuta che interrompe la prescrizione dopo una sentenza di primo grado, in linea con una specifica raccomandazione di lunga data, è entrata in vigore nel gennaio 2020”. Così il documento di relazione economica sull’Italia pubblicato mercoledì dalla Commissione europea. In seguito al provvedimento del Governo italiano, lodato da Bruxelles, “saranno necessarie misure per aumentare l’efficienza, soprattutto a livello di grado di appello, dove ancora circa il 25% dei casi è stato dichiarato prescritto nel 2018”.

“Il Governo – prosegue il documento della Commissione europea – ha discusso da tempo una riforma necessaria della procedura penale, compresa una revisione del sistema di notifica, un più ampio uso di procedure semplificate, una limitazione alla possibilità di presentare ricorso richiedendo una nuova procura per gli avvocati, l’introduzione di un giudice unico in seconda istanza per la citazione diretta, un più ampio uso di strumenti elettronici per l’archiviazione di documenti e regole semplificate sulle prove”.

Una rapida adozione di queste misure, insieme ad altre per affrontare il gran numero di casi nei tribunali d’appello, potrebbe migliorare l’efficienza della giustizia penale e l’efficacia della lotta contro la corruzione”, si legge nella relazione.

“Invece, l’eventuale introduzione di nuovi casi di responsabilità disciplinare dei giudici dovrebbe essere attentamente monitorata per quanto riguarda il loro impatto sul funzionamento del sistema giudiziario”, avverte la Commissione.

La scarsa efficienza della giustizia penale a livello di appello continua a ostacolare il perseguimento della corruzione”, sottolinea l’esecutivo Ue. I tempi lunghi della giustizia penale “continua a sollevare preoccupazioni a livello di appello (860 giorni), nonostante una diminuzione di circa il 6% rispetto al 2017-2018”. Ma la Commissione fa luce anche sui “risultati positivi nel contenere la durata del processo” che  “sono stati recentemente registrati dai tribunali di primo grado (382 giorni) e dalla Corte di cassazione (156 giorni) nonostante un contenzioso superiore alla media Ue”.

BENE ANCHE LO SPAZZACORROTTI

Sono state adottate misure per aumentare la produttività, ma il loro impatto è limitato dall’incertezza politica e dalla mancanza di una strategia globale. All’inizio del 2019, l’Italia ha approvato una nuova legge anticorruzione, che potrebbe contribuire a un ambiente più favorevole alle aziende. Dall’altro lato, ha annunciato le revisioni al codice di degli appalti che creano incertezza per la pianificazione degli investimenti”. (Policy Europe / Public Policy) GIL