Siria, la risoluzione leghista votata da tutti: via gli italiani dal confine turco

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ROMA (Public Policy) – Completare il ritiro dal confine tra Siria e Turchia della batteria Samp-t e dei 130 soldati italiani schierati “entro la scadenza indicata nella deliberazione sulla proroga delle missioni in atto adottata dal Consiglio dei ministri del 23 aprile scorso”. Questo l’impegno per il Governo contenuto nella risoluzione della Lega, a prima firma del capogruppo Roberto Paolo Ferrari, approvato all’unanimità nelle commissioni Esteri e Difesa della Camera.

Nel corso della seduta il Governo, per bocca del sottosegretario Giulio Calvisi, ha rilevato come la missione sia stata autorizzata dalle Camere per tutto il 2019 e come, di conseguenza, sia stato già avviato “il complesso delle attività logistiche necessarie al rientro dell’assetto nazionale, decisione di cui il ministro della Difesa ha informato i nostri alleati in occasione dell’ultima riunione del Consiglio atlantico della Nato tenutasi lo scorso 24 e 25 ottobre a Bruxelles in sessione dedicata ai ministri della Difesa e come lo stesso ministero degli Esteri ha confermato lo scorso 30 ottobre, in sede di comunicazioni al Senato sulla situazione in Siria”.

Nelle premesse della risoluzione i deputati della Lega ricordano come la batteria italiana sia stata schierata nel giugno 2016 a protezione della popolazione turca lungo il confine, sottolineando come dopo l’attacco turco contro i curdi siriani siano “venuti meno i presupposti che hanno motivato lo schieramento della batteria in funzione anti missilistica”. Il capogruppo della Lega in IV commissione evidenzia a come il significato della risoluzione sia “di aver dato un segnale politico concreto del Parlamento di condanna all’aggressione turca in Siria. Non possiamo dire di promuovere l’embargo delle armi – aggiunge – e poi avere nostre armi ed uomini in un teatro di guerra scatenato dalla Turchia”. (Public Policy) NAF