Sottogoverno, partita aperta: il punto prima del Cdm di domani

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ROMA (Public Policy) – Domani a Palazzo Chigi è in programma la riunione del Consiglio dei ministri, e sul tavolo potrebbe esserci la chiusura del cerchio su sottosegretari e viceministri. L’obiettivo della maggioranza sarebbe di assegnare le deleghe proprio nel Cdm di domani, ma la partita è abbastanza complessa: gli incarichi da distribuire dovrebbero essere 42, in modo da occupare tutte le caselle che la legge consente; il Governo può essere composto al massimo da 65 elementi, e attualmente – tra premier, ministri e sottosegretario alla presidenza – sono già stati assegnati 23 incarichi. Ai 5 stelle – tra sottosegretari e viceministri – ne andrebbero 22-23, al Pd 17-18 e 1-2 a Leu. Qualora non fosse possibile trovare un’intesa domani, l’Esecutivo potrebbe rimanere a ranghi ridotti per un’altra settimana, posticipando le nomine ad un nuovo Cdm. La partita si chiuderà “il prima possibile” ha detto Giuseppe Conte, ma il rischio slittamento è concreto. Un primo ‘dispiacere’ per il premier è arrivato dalla rinuncia di Roberto Chieppa, segretario generale di Palazzo Chigi, a diventare sottosegretario alla presidenza.

Secondo indiscrezioni al Pd dovrebbe andare la delega all’Editoria (prima assegnata ai 5 stelle con Vito Crimi), mente le riforme dovrebbero restare al Movimento. Per un posto al Mef sembra in pole position Antonio Misiani (Pd), ma Laura Castelli (M5s) punta a tornare viceministro, e anche un altro 5 stelle, Stefano Buffagni (fedelissimo del leader Di Maio) pare destinato al Tesoro. Come sottosegretario alla Salute si fa il nome di Pierpaolo Sileri, medico e senatore M5s, mentre il capogruppo alla Camera, Francesco D’Uva, potrebbe affiancare Franceschini al Mibact. Tra i dem il deputato Luigi Marattin potrebbe andare in un ministero economico, mentre per l’assessore della Regione Lazio, Gian Paolo Manzella (zingarettiano) c’è l’ipotesi Mise. E ancora: il deputato Roberto Morassut potrebbe andare agli Affari regionali, mentre Lia Quartapelle punterebbe alla Farnesina (dove potrebbe trovare il 5 stelle Manlio Di Stefano, vicino al ritorno al ministero). Infine, per la renziana Anna Ascani è in piedi l’ipotesi di un posto da sottosegretario o viceministro all’Istruzione. Da segnalare quello che potrebbe essere uno “schiaffo” a Matteo Salvini: Elisabetta Trenta, ex ministro della Difesa per mesi ai ferri corti con il leader della Lega per la questione migranti, potrebbe andare al Viminale come sottosegretario. (Public Policy) PAM