Stato di diritto, il Parlamento Ue: infrazioni in crescita

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BRUXELLES (Public Policy / Policy Europe) – L’elevato numero di procedure di infrazione dimostra che garantire un’applicazione tempestiva, corretta ed efficace del diritto dell’Ue negli Stati membri rimane una sfida e una priorità importante“. Lo afferma la plenaria del Parlamento Ue in una relazione – approvata mercoledì con 504 voti favorevoli, 123 contrari e 61 astensioni – sul “Monitoraggio dell’applicazione del diritto Ue 2017, 2018 e 2019”.

L’aula “prende atto del numero considerevole di petizioni che esprimono la preoccupazione dei cittadini dinanzi alle presunte violazioni dello Stato di diritto negli Stati membri, e accoglie con favore la prima relazione annuale della Commissione sullo Stato di diritto e ribadisce il suo sostegno all’istituzione di un meccanismo dell’Ue in materia di democrazia, Stato di diritto e diritti fondamentali, disciplinato da un accordo interistituzionale”.

Tuttavia, il Parlamento “esprime preoccupazione per il fatto che nel 2019 la Commissione ha avviato 797 nuove procedure di infrazione, un numero superiore a quello relativo al 2018 (644) e al 2017(716), ed è altresì preoccupato in relazione al fatto che, nel 2019, la Commissione ha trasmesso 316 pareri motivati, rispetto ai 157 del 2018 e ai 275 del 2017“. Il testo rileva che nel 2019 “erano ancora aperte 1.564 procedure di non conformità, in leggera diminuzione rispetto alle 1.571 procedure ancora aperte alla fine del 2018, e in leggero aumento rispetto a quelle ancora aperte nel 2017 (1.559)”. La plenaria “si compiace del fatto che il numero di procedure per mancato rispetto degli obblighi di recepimento tempestivo ancora aperte nel 2019 sia sceso a 599, il 21% in meno rispetto al numero di procedure ancora aperte alla fine del 2018 (758)”.

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PAM